Sabato 25 aprile 1998

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Salone Pio XII
480 posti

Aula Panighi
90 posti

Aula Lazzati
70 posti

I seminari hanno una durata di tre ore e sono dislocati in aule diverse

ora  

Relazioni

Relazioni

Seminari

9.00

 

 

 

 


10.30

Tavola Rotonda:
"Psicologie a confronto"

Prologo antropologico teologico
di Elena Bartolini:
"Radici bibliche dell' antropologia unitaria"

partecipanti:

Anna Rotondo

Analisi transazionale

Vincenzo Graziani
Indirizzo Rogersiano

Giampaolo Lai
Psicoanalisi

Adriana Mazzarella
Psicologia Analitica

Alberto Alberti
Psicosintesi

Mondialità e diversità quale possibile sintesi
Dalla globalizzazione alla integrazione
Donatella Ghini

L’educazione interculturale come educazione alla diversità
Maria Assunta Cempella

Diversità nell’unità : la sfida della visione organica 
Vittorio Viglienghi

Dibattito

Il sud come spazio psichico
Bianca Lavina  e
Maria Cristina Di Meo

Differenze che contano
Olga Fontana

Incontrare, conoscere, amare.
Mariella Vulcano

Medicina e Psicosintesi 
Renzo Giacomini


Dibattito

I seminari iniziano alle ore 9.00

Lavoro in gruppo e valorizzazione della diversità
Francesco Viglienghi
e Sara Cattò
Aula Barelli
(max 20 partecipanti)

Paura della diversità
Laura Maninchedda
Aula Olgiati
(max 15 partecipanti)

Spazi individuali e spazi collettivi: una sintesi creativa
Marina Bernardi
Aula Bachelet
(max 15 partecipanti)

Psicosintesi del mandala
Renzo Rossin
(max 15 partecipanti)
Istituto di Psicosintesi,
Via Savona 10

"Spazio Giovani"
Diversità come espressione di libertà

Elena Morbidelli
(max 15 part. dai 18 ai 25 anni)
Istituto di Psicosintesi,
Via Savona 10

11.00

 

 

 

 

 

12.30

Terra, mia immagine 
Anita Pignatelli

L’esperienza WYSE: Abitare le diversità come veicolo di nuova educazione
Mariella Lancia

Il simbolismo dei tarocchi come rappresentazione di una psicosintesi
Andrea Bocconi

Dibattito

Testimonianze

Suor Teresa Giuliani
Al limite della diversità. Storie di carità e di prigione
intervista di Maria Favero

Giuseppe Palestini e
Kuwa Mosela
Progetto Luzingu (la vita)

Maria Luisa Albera
(Responsabile Servizio AIDS e tossicodipendenze Cascina S. Marco)

La diversità non esiste

14.30

 

 

 

 

16.00

Educare alla diversità nella società multiculturale
Teresa Anzuoni

Dalla cultura dei diritti alla cultura dei doveri
Gaetano Russo 

Solitudine e Diversità
Alberto Alberti

Dibattito

La positività delle differenze
Elena Bartolini
Teologa

 

Forum

per chi vuole raccontare la propria esperienza della diversità

aperto a tutti i partecipanti

 

 

 

 

 

Testimonianze

 

 

 

 

I seminari iniziano alle ore 14.30

Le Nazioni Unite e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: 
Costruire il Nuovo Ordine Mondiale

Marco Toscano Rivalta
Aula Barelli

Un mondo sempre uguale, un mondo sempre diverso: rinnoviamo il nostro codice percettivo
Daniele De Paolis
(max 15  partecipanti)
Aula Bachelet

Il simbolismo dei tarocchi come rappresentazione di una psicosintesi
Andrea Bocconi
(max 15  partecipanti)
Aula Olgiati

Abitare il corpo
Anna Baldini
(max 15  partecipanti)
Istituto di Psicosintesi,
Via Savona 10

Archetipi femminili e immagini di sé
Anna Guglielmi
(max 15 partecipanti)
Istituto di Psicosintesi,
Via Savona 10

16.00

 

 

 


17.30

Individualismo e individualità, gruppismo e gruppo
Marina Bernardi

Identità Alterità e Relazione
Giuseppe Toller

Educare per prevenire
La funzione della creatività
Renzo Rossin e Paola Butali  

Dibattito

Incontro di presentazione della Scuola di Psicoterapia

(riconosciuta dal Min. dell'Univ. e Ricerca Scientifica D.M. 29/9/94)

aperto a:
psicologi, medici e studenti

18.00

Sintesi dei lavori della giornata

21.00

Cena Sociale

 

Seminari

Lavoro di gruppo e valorizzazione delle diversità
Francesco Viglienghi e Sara Cattò

Contenuti

1) L’Io quale centro mediatore di ruoli e caratteristiche della personalità
2) Introduzione alla tipologia psicosintetica
3) Somministrazione del questionario TPPIAMOP
4) Individuazione dei punti di forza e delle subpersonalità "professionali" per ogni
tipologia: riconoscimento e accettazione
5) Scoring sul questionario – individuazione delle tipologie prevalenti per ogni partecipante
6) Il lavoro in gruppo – interazioni fra subpersonalità – modello ideale di lavoro in gruppo
7) Esercizio di disidentificazione dalle subpersonalità e di auto-identificazione

ove avanzasse tempo

8) Il contributo della funzione immaginativa alla creatività
9) Esercizio di evocazione della propria qualità tipologica e uso del simbolo

La modalità formativa utilizzata nei vari contenuti è:

- esplicativa per i punti 1, 2, 6, 8
- esercitazione per i punti 3, 5
- esperienziale-dinamica per i punti 4, 7, 9

 

 

Paura della diversità
Laura Maninchedda

La diversità: sfida e provocazione
Un lavoro in gruppo per ricercare, portare alla luce e imparare ad affrontare paure, avversioni, disorientamento di fronte a ciò che ci destabilizza mettendo in crisi i nostri schemi mentali e le nostre sicurezze.
Un modello di percorso: disagio, accettazione, integrazione.

Requisito desiderabile: disponibilità a mettersi in gioco e a lavorare insieme con gioia.

Non sono graditi seriosità, elucubrazioni mentali, aspettative miracolistiche.

 

 

Spazi individuali e spazi collettivi: una sintesi creativa
Marina Bernardi

Il rapporto con noi stessi e il rapporto con gli altri sono i due aspetti della vita umana tra cui molto spesso ci troviamo a muoverci con impaccio e difficoltà.
"Privilegio me stesso e la mia individualità o metto al primo posto il valore della relazione?"
è una domanda che, più o meno consapevolmente, si agita nel fondo della nostra psiche e che, se non trova una risposta chiara, ci spinge a procedere per tentativi ed errori, alla ricerca di un equilibrio che ci sfugge.

Nel seminario affronteremo esperialmente questa tematica e lavoreremo sui seguenti punti:

* come ognuno di noi collega il rapporto con se stesso e quello con gli altri
* quali elementi (tipologici, fattori derivanti dall’educazione e dalle esperienze passate, convinzioni, ….) ci spingono a privilegiare l’una o l’altra tendenza
* verifica di quello che non ci soddisfa nel nostro modo di vivere questi due aspetti e sua trasformazione
* elaborazione di un modello che sia una sintesi creativa tra l’esperienza della nostra unicità e l’appartenenza ad una collettività che ci permette di accostarci a cuore aperto all’esperienza del gruppo.

 

Psicosintesi e Mandala
Renzo Rossin

C.G. Jung vede nel mandala una simbolizzazione della psiche umana, alla quale possiamo avvicinarci – pur non conoscendone l’essenza – attraverso la contemplazione di immagini che comunicano un sentimento di serenità, di ordine e di senso.
Nella dimensione religiosa il mandala è sostanzialmente un cerchio che rappresenta una sintesi simbolica dello spazio cosmico, al cui centro è la Divinità. Può essere contenuto in un quadrato e contenere a sua volta altre figure, come accade in varie tradizioni religiose (induismo, buddismo tibetano, ecc.), rappresentando un contenitore sacro, contenibile a sua volta nell’uomo che medita e procede dal molteplice all’uno.
Il valore psicologico di immagini geometriche come il cerchio e il quadrato è stato confermato da numerosi studi e ricerche, condotte recentemente anche in ambito educativo.
L’esperienza del mandala non è dunque solo una pratica religiosa di antica origine, presente nelle culture di tutti i continenti, ma è anche un mezzo modernissimo di autoformazione e di crescita personale. Lo dimostra il fiorire di mostre, libri splendidamente illustrati, album da colorare e di materiale didattico sia per scopi terapeutici ed educativi, sia per il "fai da te".
In effetti la creazione di un mandala è utile per l’equilibramento e il superamento degli opposti. Asseconda il cammino verso la totalità e l’esperienza del Sé, il principio organizzatore della psiche. Anche il semplice colorare un mandala è un’esperienza psicospirituale ed estetica profondamente coinvolgente, che conferisce un maggior senso di equilibrio e di serenità.

"Spazio giovani"
Diversità come espressione di libertà
Elena Morbidelli

 

Essere diversi significa essere liberi?
Uguaglianza è l’antitesi di diversità?
Autenticità, originalità, sono solo concetti astratti o esperienze di vita.

Il lavoro seminariale si rivolge a giovani (dai 18 ai 25 anni) interessati alla ricerca interiore secondo il modello psicosintetico del "conosci, possiedi, trasforma te stesso", e utilizza tecniche attive psicosintetiche come l’espressione corporea, la danza, l’ascolto di brani musicali. Durante il seminario è proposto un percorso che parte dal riconoscimento della nota caratteristica individuale, portatrice di originalità e potenzialità (secondo la tipologia psicosintetica), e conduce alla libera espressione di sé come autenticità di Essere.
Nb.: indossare vestiti comodi

 

Le Nazioni Unite e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:
Principi per abitare le diversità e costruire il Nuovo Ordine Mondiale
Marco Toscano Rivalta

Il gruppo, si focalizza con l’ottica della Psicosintesi, sulla funzione e l’importanza sempre crescente delle Nazioni Unite e dei Diritti Umani; su cosa è stato fatto dall’ONU per abitare le diversità e la costruzione del c.d. Nuovo Ordine Mondiale e su cosa possiamo fare noi come singoli o gruppi nel nostro quotidiano per partecipare a questa opera.

Si produce un documento di sintesi finale la cui forma è scelta dal gruppo
Agli iscritti si consegna, al congresso, una copia della Carta delle Nazioni Unite, della Dichiarazione Universale, della Dichiarazione sul Nuovo Ordine Mondiale e di altri documenti (es. sulla discriminazione) che possano essere di stimolo.
Condivisione di ciò che si sa sull’ONU e sui diritti umani, e sui documenti letti.
Riflessioni sulla consapevolezza; la comunicazione; la discriminazione; l’espressione della volontà; il disarmo (fisico, emotivo, mentale); sul Diritto allo Sviluppo; sul Nuovo Ordine Mondiale e la sua Natura, cioè Qualità e Forma; sul significato di politico ed economico e loro coniugazione; significato energetico dei giovani, adulti ed anziani.

Individuazione dei punti di contatto con la Psicosintesi.
Idee su cosa possono fare l’Istituto ed i Centri, in particolare quest’anno che è il 50° della Dichiarazione Universale, per contribuire a diffondere i Principi e informazioni sulle Nazioni Unite.

Un mondo sempre uguale, un mondo sempre diverso:
rinnoviamo il nostro codice percettivo
Daniele De Paolis

Attraverso alcuni semplici esercizi, volti ad uscire dalla propria gabbia percettiva, si potrà sperimentare come effettivamente la nostra cosiddetta realtà è determinata dal nostro abituale codice di lettura della stessa e come quest’ultimo tenda a rimanere fisso, immutabile e resistente al nuovo e al diverso.

Allorché spostiamo il nostro punto di osservazione ordinario entriamo in una vera e propria altra dimensione psichica, dove si respira un senso gioioso di libertà e si riesce ad essere più creativi.

 

 

Il simbolismo dei tarocchi come rappresentazione di una psicosintesi
Andrea Bocconi

 

 

Abitare il corpo
Anna Baldini

Il seminario è rivolto a quegli abitanti distratti del loro corpo, ma disponibili ad entrare in questa caverna piena di meraviglie, per esplorare le misteriose profondità del "bios" e le altezze luminose del Sé.

Un viaggio attraverso il corpo sulla base del "Quaderno di Biopsicosintesi" di Anna Baldini, in cui l’autrice presenterà una sua modalità di lavoro corporeo sia teorico che esperienziale nei vari campi di applicazione in Psicosintesi.

Nb.: indossare vestiti comodi

 

Archetipi femminili e immagini di sé
Anna Guglielmi

Chi credo di essere?
Chi vorrei essere?

Ma, chi sono? Che immagine presento di me, quale archetipo mi anima?
Psicosintesi e comunicazione
Tecniche utilizzate: disegno, linguaggio del corpo, leggi psicologiche, griglie di lettura a più livelli degli archetipi

Seminario alla scoperta del nostro archetipo, spesso inconscio, a cui facciamo riferimento.
Attraverso tecniche psicosintetiche, quali il disegno e l’uso delle prime due Leggi Psicologiche di Assagioli, e con accenni significativi tratti dalla comunicazione non verbale e dalla fisiognomica cercheremo di intravedere l’archetipo spesso sottostante la nostra modalità di relazione e comunicazione (CONOSCI).

Per poterlo utilizzare e valorizzare al meglio (POSSIEDI), se questo corrisponde al progetto del nostro modello ideale, e per poterlo attenuare e smussare (TRASFORMA)) se le forze delle sue modalità espressive vengono riconosciute come un impedimento alla realizzazione del medesimo.

Il simbolo è un linguaggio privilegiato per mezzo del quale è possibile comunicare con l’inconscio. Assagioli in "Principi e metodi della Psicosintesi Terapeutica" ne ha sottolineato l’importanza affermando che "a livello infantile, e in gran parte pre-conscio, il pensiero sembra prodursi soprattutto con un linguaggio simbolico e perciò i conflitti non risolti sono espressi più facilmente in termini per lo più simbolici".

La nostra immagine è particolarmente legata ai simboli. Alcuni sono più o meno forti, più o meno eloquenti. Jung parla della loro "numinosità" e la numinosità di una immagine è la sua carica affettiva. La nostra immagine è portatrice di simboli talvolta molto arcaici, ai quali i nostri interlocutori non sono insensibili. La nostra figura è già portatrice di messaggi; prima ancora di aver pronunciato una sola parola, la sua numinosità, il suo potenziale evocativo ed emotivo influenzano gli altri.

Le nostre forme sono tondeggianti e morbide? Esse evocano l’universo materno ed il relativo senso di sicurezza. La nostra figura è longilinea, alta e snella? Queste forme falliche, allungate o spigolose ricordano l’universo paterno, il confronto con il mondo sociale e la legge. Le stature ridotte, i lineamenti delicati, sottili, i colori pastello o molto vivaci, richiamano l’infanzia.

Verifichiamo in quale categoria si collocano i simboli che ci sono propri e controlliamo se corrispondono alle nostre intenzioni. L’abbigliamento, la gestualità ed il modo di porci possono aiutarci a modificare questi messaggi arcaici quando non siano adeguati ai nostri progetti.

Se la vita è un palcoscenico, è meglio rappresentarvi come a teatro la propria "parte".

Vi sono delle parti che ci calzano come guanti ed altre per le quali non siamo tagliati. Bella o Bestia, Biancaneve o Strega, Penelope o Sirena, questi modelli archetipici, veicolati dalla mitologia o dalle fiabe, non sempre attengono al nostro essere.