Regolamento di Applicazione

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Capo 1° - Diffusione della psicosintesi ed applicazioni

Art. 1

È compito dell’Istituto promuovere un’adeguata diffusione della Psicosintesi e garantire la formazione psicosintetica di coloro che, a nome dello stesso, la presentano al pubblico in conferenze, esercitazioni, gruppi, corsi e dibattiti.

Art. 2

I requisiti necessari per diffondere la Psicosintesi, attraverso le varie attività dell’Istituto, si acquistano con una formazione personale e tecnica, riconosciuta dall’Istituto stesso.

Art. 3

Nello svolgimento di una formazione psicosintetica si seguono i principi generali stabiliti da Roberto Assagioli nel suo scritto dell’anno 1974 intitolato “L’allenamento in Psicosintesi”, che fa parte integrante del presente regolamento (secondo quanto stabilito dall’art. 2 dello statuto), e che ad esso viene allegato sotto la lettera “A”.

Art. 4

La formazione psicosintetica si articola in:

1.       corsi di introduzione e di approfondimento
2.       un corso di autoformazione
3.       corsi applicativi o a tema
4.       Scuola di conduzione e counseling di gruppo
5.       attività di formazione permanente

Art. 5

La divulgazione pubblica della Psicosintesi a nome dell’Istituto deve essere autorizzata dal Consiglio Direttivo. I soci devono comunque comunicare all’Istituto ogni loro attività di divulgazione al di fuori dell’Istituto stesso.

Art. 6

È scopo dell’Istituto stabilire rapporti di reciproca informazione e collaborazione con altri istituti e centri di Psicosintesi in Italia e all’estero, e con altre associazioni e istituzioni che abbiano intenti e attività affini a quelli della Psicosintesi.

Art. 7

L’Istituto promuove la creazione di consultori, operanti nei campi di applicazione della Psicosintesi, con lo scopo di rendere un servizio sociale a quanti si rivolgono ai vari centri. Il funzionamento dei consultori è regolato dalle apposite norme indicate nel successivo articolo 8.

Art. 8

La funzione dei consultori è di offrire sostegno e orientamento nelle aree dell’autoformazione ed educazione, della famiglia, della coppia, della scuola e dei rapporti sociali in genere, nonché della salute e igiene mentale.
Presso ogni centro può funzionare un consultorio gratuito in cui prestino la loro opera medici, psicologi ed educatori aventi tutti un’adeguata formazione psicosintetica. Gli addetti al consultorio sono tenuti al segreto professionale.
Il consultorio deve essere a disposizione di soci e non soci, ed è gestito dal centro sotto la responsabilità del direttore.
L’utente potrà usufruire al massimo di due incontri gratuiti, dopo di che potrà essere indirizzato alle attività del centro o ad altro, secondo le sue necessità.

Capo 2° - Centri

Art. 9

Possono essere istituiti centri di Psicosintesi in ogni località italiana previa autorizzazione del consiglio direttivo, ove sussistano i requisiti di cui agli articoli successivi, e solo dopo che l’eventuale gruppo nascente abbia svolto un’effettiva attività divulgativa di Psicosintesi per almeno tre anni, e qualora ne sia fatta richiesta da almeno trenta soci, secondo le modalità precisate nell’allegato “B” del regolamento.

Art. 10

Per aprire un centro di Psicosintesi viene nominato dal Consiglio Direttivo, tra i soci che hanno presentato la domanda di apertura, un direttore responsabile per i primi tre anni.
Il direttore nominato, entro 30 giorni dalla autorizzazione all’apertura del centro, provvederà a convocare l’assemblea dei soci ad esso aderenti per le elezioni delle cariche sociali del centro.

Art. 11

Il Comitato Direttivo del centro deve comprendere, oltre al Direttore, almeno un Vicedirettore e un Segretario-Tesoriere. Le cariche di Segretario e Tesoriere possono essere ricoperte da due persone diverse. I Vicedirettori possono essere più di uno. In ciascun centro, inoltre, è auspicabile che facciano parte del Comitato Direttivo altri soci collaboratori, i quali abbiano sperimentato il percorso psicosintetico. Ove possibile, è auspicabile che almeno uno dei membri del Comitato Direttivo sia conduttore o formatore.

Art. 12

Per l’elezione delle cariche sociali dei centri dovrà essere convocata l’assemblea dei soci del centro, che eleggerà i membri del Comitato Direttivo.
Risulterà eletto Direttore il candidato che avrà ottenuto il maggior numero di voti.
Eleggendo il Direttore, risulteranno eletti anche i membri del Comitato Direttivo a lui collegati.
La struttura completa del Comitato Direttivo del centro dovrà essere ratificata dal Consiglio Direttivo dell’Istituto.

Art. 13

Le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali dei centri si svolgeranno ogni tre anni, e sempre al termine del periodo di attività sociale.
Per la elezione del Direttore i soci del Centro potranno scegliere il candidato Direttore insieme alla rosa dei membri del Comitato Direttivo da lui proposti, formata in collaborazione tra il Consiglio Direttivo dell’Istituto e il Centro stesso almeno due mesi prima delle elezioni, attraverso opportuni contatti. In caso di un'unica candidatura proposta, si potrà procedere con voto palese e quindi anche in modalità online. Con il Direttore verrà eletto il Comitato Direttivo a lui associato. La modalità online potrà eseguirsi anche in caso di più candidati solo in situazioni eccezionali e comunque su consenso del Consiglio Direttivo.

Art. 14

Il Direttore del Centro e gli altri membri del Comitato Direttivo cessano dalla carica per decadenza, dimissioni, decesso o esclusione per gravi motivi decisa dal Consiglio Direttivo dell’Istituto. In caso di cambiamenti avvenuti nel Comitato Direttivo, la comunicazione va data al Consiglio Direttivo entro 15 giorni e ratificata nel successivo incontro. Nel caso di cessazione dalla carica del Direttore del Centro, le sue funzioni sono svolte fino alla sua sostituzione da un Vicedirettore, e in caso di impedimento anche di quest’ultimo, dal membro con maggiore anzianità nel Comitato Direttivo. Nel caso di altri membri dimissionari, questi possono essere sostituiti dai membri ancora in carica, in attesa dell'elezione degli stessi e fino al completamento delle attività del programma annuale.
Nel primo triennio dalla apertura del centro, l’eventuale sostituzione del Direttore è di competenza del Consiglio Direttivo.
Non si può essere eletti Direttori dello stesso Centro per più di quattro mandati, tranne eccezioni approvate dal Direttivo Nazionale.

Art. 15

Almeno una volta l’anno, nel corso del periodo di attività, presso ogni Centro si terrà un’assemblea dei soci per formulare proposte e discutere sull’attività del Centro stesso. Tale assemblea potrà essere svolta in modalità online.

Art. 16

Il Comitato Direttivo decide collegialmente il funzionamento e i programmi del Centro: le decisioni vengono adottate a maggioranza e in caso di parità prevale il voto del Direttore, il quale può porre il suo veto sulle decisioni con cui si trova in disaccordo. In tal caso della questione dovrà essere investita l’assemblea dei soci del Centro.

Art. 17

Poiché la personalità giuridica dell’Istituto non è frazionabile nelle sue varie diramazioni periferiche, ogni Centro è da considerarsi esclusivamente emanazione dell’Istituto.
Pertanto, i Centri nello stabilire il loro programma di attività dovranno attenersi allo spirito e alla lettera dello Statuto (in particolare a quanto stabilito all’art. 8) e del presente Regolamento, ed osservare le direttive impartite dal Consiglio Direttivo dell’Istituto sia per quanto concerne la loro gestione amministrativa e finanziaria, che non è autonoma rispetto a quella dell’Istituto, sia per ciò che riguarda le iniziative da adottare in conformità degli scopi istituzionali.

Art. 18

Ogni Centro dovrà inviare mensilmente alla segreteria della Sede l’originale della “prima nota” contabile sottoscritta dal Direttore e dal Segretario-Tesoriere, corredata da tutta la documentazione relativa.
Entro il 28 febbraio di ciascun anno, inoltre, ogni Centro dovrà inviare il proprio bilancio preventivo per l’anno in corso. I Centri non potranno affrontare spese eccedenti quelle indicate nei rispettivi bilanci di previsione, se non previa autorizzazione del Consiglio Direttivo.

Art. 19

Ciascun centro dovrà avere un’ idonea sede. Tale sede in via eccezionale potrà coincidere con quella di altra associazione o ente, purché avente finalità affini, e previa autorizzazione del Consiglio Direttivo.

Art. 20

Tutte le entrate ordinarie dei Centri sono di loro competenza, ad eccezione della quota che il Direttivo Nazionale stabilisce per anno sociale delle quote associative annuali e della percentuale sulle liquidità (cassa, banca e titoli) e sugli introiti come previsti nel successivo art. 41, che spettano alla Sede nazionale a parziale copertura delle spese da questa sostenute. Ciascun Centro dovrà inviare mensilmente alla segreteria della Sede quanto di sua competenza, insieme con la prima nota.

Art. 21

All’apertura di un Centro la Sede gli fornirà copia di tutte le proprie pubblicazioni, comprese le dispense ciclostilate, che costituiranno il nucleo iniziale della biblioteca del Centro.

Art. 22

Ogni pubblicazione fatta dalla Sede o dai Centri dovrà essere inviata in copia alla Sede dell’Istituto e a ciascuno degli altri Centri per essere conservata negli archivi dell’Istituto e arricchire la dotazione delle biblioteche dei Centri.

Art. 23

Un Centro può essere chiuso con delibera del Consiglio Direttivo dell’Istituto qualora contravvenga in modo grave alle norme dello Statuto e del presente Regolamento, allo spirito della Psicosintesi e alle direttive impartite dal Consiglio stesso.
Può essere chiuso inoltre per un deficit organizzativo e/o finanziario tale da non consentire la gestione autonoma del Centro.
In tutti i casi di chiusura di un Centro, il Direttore sarà personalmente responsabile verso l’Istituto della situazione finanziaria finale, relativamente al periodo della sua gestione.

Capo 3° - Soci

Art. 24

Sono soci coloro la cui domanda di ammissione è accolta dal Consiglio Direttivo dell’Istituto. Tale domanda dovrà contenere le generalità di chi aspira a diventare socio, e dovrà essere accompagnata dal parere favorevole del Direttore del Centro cui desidera aderire, o del Presidente del Consiglio Direttivo. Nella medesima domanda il richiedente dovrà sottoscrivere l’accettazione delle norme dello Statuto e del presente Regolamento.
La comunicazione dell’ammissione è accompagnata da copia dello Statuto e del Regolamento di applicazione e può essere inviata per posta ordinaria o posta elettronica.

Art. 25

Il socio può scegliere un Centro a cui desidera aderire. Il passaggio da un Centro all’altro deve essere ratificato dal Consiglio Direttivo.

Art. 26

I soci frequentano i Centri, utilizzandone le strutture e il materiale a disposizione, e partecipano all’attività programmata dal Comitato Direttivo: hanno diritto di voto nelle assemblee del Centro, se in regola con il pagamento della quota sociale annuale, ma tale diritto non può essere delegato.

Art. 27

Il Consiglio Direttivo stabilisce l’importo della quota sociale annuale entro il 30 giugno di ciascun anno, per l’anno successivo.
Il rinnovo della quota sociale annuale deve avvenire entro il 31 marzo, e comunque non oltre il 31 dicembre di ciascun anno, dopodiché il socio verrà considerato decaduto.
I diritti di socio possono però essere esercitati solo dopo il pagamento della quota associativa dell’anno in corso.

Art. 28

La qualità di socio si perde per decadenza, dimissioni, decesso ed esclusione per gravi motivi.
L’esclusione di un socio è decisa dal Consiglio Direttivo dell’Istituto a maggioranza assoluta, sentito il parere del Comitato Direttivo del Centro di appartenenza del socio. Il provvedimento motivato dovrà essere comunicato all’interessato mediante lettera raccomandata.

Capo 4° - Assemblea

Art. 29

L’assemblea dei soci dell’Istituto è convocata dal Consiglio Direttivo almeno una volta all’anno, entro il 30 aprile, per iscritto anche a mezzo di posta elettronica inviata ai centri ed ai singoli soci almeno trenta giorni prima della data fissata per la riunione.
L’avviso dovrà contenere l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo stabiliti per la prima e la seconda convocazione, nonché l’elenco degli argomenti posti all’ordine del giorno. Fra la 1a e la 2a convocazione dovrà trascorrere il termine minimo di un giorno.

Art. 30

Hanno diritto di intervenire all’assemblea i soci in regola con il pagamento delle quote sociali.
I soci possono farsi rappresentare con delega nominale conferita per iscritto ad altro socio, a norma dell’art. 23 dello Statuto. Non sono ammesse deleghe in bianco o in cui il nome del delegato o la firma del delegante non siano chiaramente leggibili.
Ogni socio che non sia componente del Consiglio Direttivo o del Collegio Sindacale potrà rappresentare in assemblea non più di due soci residenti nella provincia in cui ha luogo l'assemblea stessa e non più di quindici soci residenti fuori provincia. In caso di Assemblea online tutti i soci vengono considerati come residenti, e possono rappresentare non più di due soci.
Ogni delega dovrà essere presentata personalmente dal delegato prima dell’inizio dell’assemblea all’ufficio di segreteria, che provvederà a rilasciare tante schede per la votazione quante sono le deleghe ricevute, oltre a quella personale del delegato.

Art. 31

Per le elezioni del Collegio Sindacale l’assemblea, ove non proceda a votazione orale, nomina nel suo seno un ufficio elettorale, composto da un presidente, un segretario e due scrutatori tutti non candidati, che procederà allo spoglio delle schede con l’indicazione delle preferenze.

Art. 32

Le presenti norme valgono, in quanto compatibili anche per l’assemblea straordinaria.
Tanto l’assemblea ordinaria quanto l’assemblea straordinaria non possono essere convocate nel periodo compreso fra il 1° agosto ed il 30 agosto di ciascun anno.

Capo 5° - Consiglio Direttivo e Giunta di Presidenza

Art. 33

La convocazione del Consiglio Direttivo viene fatta per iscritto anche a mezzo di posta elettronica almeno quindici giorni prima della data fissata e contenente l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo della riunione e l’elenco degli argomenti all’ordine del giorno. In caso di particolari ed urgenti deliberazioni, lo stesso può essere convocato per le vie brevi, e con un preavviso di cinque giorni, ferma restando la disponibilità dei due terzi dei direttori.

Art. 34

Il Consiglio Direttivo nomina ogni tre anni con voto orale la Giunta di Presidenza eleggendola tra i suoi componenti, con esclusione di auto-votazione. In caso di parità si ricorrerà ad una nuova votazione di ballottaggio.
In caso di decadenza, dimissioni, decesso o esclusione di un componente della Giunta di Presidenza, il Consiglio Direttivo provvederà alla sua sostituzione nella prima riunione utile.

Art. 35

La Giunta di Presidenza viene convocata dal presidente almeno tre volte l'anno per iscritto, anche a mezzo posta elettronica. La convocazione deve contenere l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo della riunione e l'elenco degli argomenti all'ordine del giorno.
La Giunta di Presidenza adotta tutte le decisioni relative all’ordinaria amministrazione ed esegue le decisioni del Consiglio Direttivo.
In caso d’urgenza adotta le decisioni necessarie ad evitare danno all’Istituto e ne riferisce immediatamente al Consiglio Direttivo.

Art. 36

Per la chiusura di un Centro, per l’esclusione per gravi motivi di un membro del Consiglio Direttivo o per l’esclusione per gravi motivi dalla qualità di socio di un membro del Consiglio Direttivo, è richiesta la maggioranza dei 4/5 del consiglio stesso.
Il provvedimento motivato dovrà essere comunicato all’interessato mediante lettera raccomandata.

Art. 37

I verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo sono inviati in copia a tutti i componenti del Consiglio stesso e ai centri, entro quindici giorni dalla data delle riunioni stesse.
I verbali delle riunioni della Giunta di Presidenza sono inviati in copia a tutti i componenti del Consiglio Direttivo entro dieci giorni dalla data delle riunioni stesse.

Art. 38

Il Segretario, seguendo le decisioni del Consiglio Direttivo e della Giunta di Presidenza, ha il compito di dare esecuzione a tutti gli atti amministrativi dell’Istituto, di custodire e gestire l’archivio, di provvedere alla stesura e alla controfirma dei verbali delle riunioni e degli atti ufficiali, e alla corrispondenza, di curare la gestione della segreteria della sede, nonché i rapporti con le segreterie dei Centri. Il Tesoriere provvede a custodire i beni patrimoniali dell’Istituto, agli adempimenti fiscali e tributari, alla tenuta dello stato di cassa, registri, contabilità, inventari, ecc., a mettere i documenti contabili a disposizione del Collegio Sindacale, quando richiesto.
Nell’esecuzione di tali compiti, il Segretario e il Tesoriere, oltre che avvalersi della collaborazione di altri soci dell’Istituto, possono essere affiancati da altre persone - legate all’Istituto da regolare rapporto d’impiego o volontarie ed approvate dal Consiglio Direttivo - alle quali possono essere demandati compiti ed incarichi specifici e che, operando in stretta collaborazione con i suddetti, costituiscono l’ufficio di segreteria dell’Istituto.
In caso di assenza del Segretario dalle riunioni, i verbali vengono redatti e controfirmati da altro membro del Consiglio o della Giunta che per l’occasione funge da Segretario della riunione.

Capo 6° - Collegio sindacale

Art. 39

In caso di dimissioni o decesso di un membro del Collegio Sindacale è automaticamente nominato il primo dei non eletti.
Per quanto riguarda le modalità di funzionamento del Collegio Sindacale si rinvia alle norme del Codice Civile in materia.

Capo 7° - Contabilità

Art. 40

I proventi delle iniziative sociali, di cui aII’art. 3, lettera d), e) ed f) dello Statuto, possono essere solo quelli compatibili con il carattere di Associazione di Promozione Sociale che è proprio dell’Istituto.
La quota sociale annua è unica per tutta l’Italia per ciascuna categoria di soci. Il Consiglio Direttivo può eccezionalmente consentire deroghe motivate, stabilendo quote agevolate per promuovere l'associazione (ad esempio, per favorire nuove associazioni a livello nazionale e/o di alcuni Centri, per agevolare giovani e/o studenti, ecc.)

Art. 41

È facoltà dei soci di autotassarsi per sopperire alle necessità del Centro di appartenenza. I proventi dell’autotassazione sono di esclusiva spettanza del Centro.
L’attività divulgativa dei Centri è gratuita. È ammesso che alcune attività richiedano un contributo finanziario dei partecipanti per sostenere la gestione economica del Centro. Tale contributo, regolarmente documentato, sarà di spettanza del Centro, fino al limite di copertura del bilancio preventivo debitamente approvato, dedotta una percentuale decisa dal Consiglio Direttivo.

Capo 8° - Disposizioni finali

Art. 42

Il presente regolamento entra in vigore al momento della sua approvazione da parte dell’assemblea dei soci. Esso può essere modificato dal Consiglio Direttivo a maggioranza assoluta, salvo ratifica da parte dell’assemblea dei soci.
Il Consiglio Direttivo, nelle more della ratifica assembleare, potrà rendere operative le risoluzioni accettate all'unanimità, in attesa della ratifica assembleare.

ALLEGATO A

APPUNTI DETTATI IN LINGUA INGLESE DAL DOTT. ROBERTO ASSAGIOLI IN DATA 19 MAGGIO 1974 SULL'ALLENAMENTO IN PSICOSINTESI

1) Allenarsi alla pratica della psicosintesi significa imparare a conoscerla e sperimentarla su noi stessi, per metterci in grado di aiutare gli altri a fare altrettanto.
Prima di essere in grado di trasmettere la psicosintesi ad altri, dobbiamo noi stessi averla sperimentata in profondità: il conoscerla intellettualmente non è sufficiente. Ogni tecnica deve essere sperimentata a lungo su noi stessi, perchè solamente così saremo in grado di acquistare l'autorità di comunicarla agli altri.

2) Sebbene la psicosintesi possa essere considerata come una sintesi di varie terapie e metodi di educazione, è bene tener presente che il nucleo centrale che ne forma l'essenza è originale. Questo è importante per non presentarne una visione distorta e diluita, e neppure una che sia eccessivamente colorita dai concetti e tendenze delle varie scuole contemporanee.

Alcuni fattori fondamentali e la loro elaborazione concettuale sono irrefutabili, e le esperienze in profondità ne formano il nucleo centrale e costituiscono la condizione "sine qua non" dell'allenamento psicosintetico. Queste esperienze sono:
- la disidentificazione;
- l'io personale;
- la volontà (buona, forte, abile);
- il modello ideale;
- la sintesi (nei suoi vari aspetti);
- il supercosciente;
- il Sé transpersonale (nella maggior parte dei casi, non è possibile averne un'esperienza completa, ma è bene avere una certa conoscenza teorica delle sue caratteristiche e l'esperienza della sua guida).

3) Diversi livelli di significato, nessuno dei quali ben definito e completo, sono associati ad ognuna delle esperienze; ma la persistenza nell'allenamento porta alla rivelazione di aspetti nuovi e più interessanti, che formano un legame tra le varie esperienze. Cioè, ogni esperienza non sarà più vista come qualcosa a sé stante, ma come parte di altre esperienze. Perciò non è realistico esprimersi in termini di "aver compreso o non aver compreso". Dato che la comprensione di una cosa è sempre parziale, il credere di aver compreso tutto indica mancanza di comprensione, la quale è il portato di un processo graduale.

4) Il punto precedente implica che il migliore atteggiamento da adottare per ottenere rapidi progressi nell'allenamento ed anche il più realistico, il più onesto ed efficace è quello di effettuare una fusione di umiltà, pazienza e sperimentazione.

5) La psicosintesi non può essere identificata con alcuna tecnica, o metodo, o attuazione pratica. Sebbene nel lavoro di gruppo si faccia spesso uso degli esercizi di immaginazione guidata e di visualizzazione, la psicosintesi non può essere limitata a tali tecniche, nè identificata con esse.
Si possono conoscere tutte le tecniche, e non aver penetrato lo spirito della psicosintesi. E viceversa. il vero allenamento comporta questi due fattori: comprensione intuitiva dello spirito della psicosintesi e solida conoscenza tecnica.

La psicosintesi opera in cinque campi principali:
- terapeutico (psicoterapia: rapporto tra medico e paziente);
- integrazione personale e attualizzazione (realizzazione delle proprie potenzialità);
- educativo (psicosintesi ad opera dei genitori e di educatori nelle scuole di ogni tipo e grado);
- interpersonale (matrimonio, coppia, ecc.);
- sociale (retti rapporti in seno ai gruppi e tra i gruppi).

Ognuno può scegliere un campo particolare di attività e specializzarsi in esso, ma la conoscenza degli altri campi è molto importante ed utile perchè tutti sono intercollegati.
Il campo della integrazione personale e della attualizzazione è quello basilare della psicosintesi, e quindi la sua conoscenza approfondita è necessaria per chiunque voglia operare anche negli altri campi.

6) Per divenire un buon psicosintetista è necessario il raggiungimento di un certo livello di polarizzazione mentale: ciò non significa sviluppare la mente e reprimere o ignorare le emozioni. Al contrario: significa coltivare la mente e non solo le emozioni, ed acquistare al tempo stesso un centro di gravità personale in una specie di "ragionevolezza" (nel senso più profondo ed ampio della parola) equilibrata ed amorevole, anzichè una emotività incontrollata.

7) L'allenamento in psicosintesi non può mai essere considerato finito. Ad un certo punto, l'etero-allenamento (cioè a dire quello fatto sotto la guida di un altro) deve cedere il posto all'auto-allenamento. L'auto-allenamento psicosintetico non dovrebbe mai essere considerato completo perchè la psicosintesi è un sistema aperto: non si può, quindi, mai parlare di fine, ma di tappe temporanee successive.

8) Solamente quando sia stato raggiunto un allenamento completo per quanto possibile (a parere e giudizio di chiunque lo conduca o diriga) si può cominciare ad impegnarsi professionalmente con singoli o gruppi. E' impossibile stabilire in precedenza quanto tempo ciò richieda perchè bisogna tener conto di molti fattori che variano in ogni persona e anche a seconda delle fasi di sviluppo di ognuna.

9) Dato che l'allenamento non ha mai fine, è opportuno modificare la durata e l'intensità dell'etero-allenamento: per intensità, si intende qui il numero delle sedute mensili.

10) Dato che ognuno può essere solo un'espressione parziale di ciò che chiamiamo "psicosintesi", è bene fare l'esperienza della psicosintesi attraverso i metodi e le personalità dei vari psicosintetisti.

11) Come qualsiasi altro tipo di allenamento, dopo un certo periodo di tempo, anche l'allenamento in psicosintesi tende ad essere distorto e sminuito, soprattutto quando non viene esercitato attivamente in modo continuo. Perciò bisognerebbe sottoporsi di tanto in tanto a periodi di allenamento con psicosintetisti diversi.

ALLEGATO B

Criteri di apertura di nuovi Centri

Per l’apertura di nuovi centri di Psicosintesi, è prevista la seguente procedura:

1. Comunicazione scritta al consiglio direttivo dell’esistenza di un gruppo di persone interessate all’apertura di un nuovo centro. Dalla data di questa comunicazione partirà un periodo sperimentale di almeno 3 anni, durante il quale si farà riferimento al termine “gruppo”.

2. Associazione di dette persone all’Istituto di Psicosintesi attraverso un centro già esistente, che sarà da loro scelto secondo un criterio di utilità e di reciproco interesse. Tale centro costituirà il “centro di riferimento” del nuovo gruppo, e dovrà essere indicato al consiglio direttivo nella comunicazione di cui al punto 1.

3. Dalla data della comunicazione di cui al punto 1 il gruppo terrà una regolare contabilità identica a quella prevista per l’Istituto, in quanto opererà quale emanazione del centro di psicosintesi di riferimento. Le relative registrazioni verranno trasmesse con una prima nota mensile al predetto centro, che registrerà la p.n. del gruppo sulla propria, evidenziandola tuttavia in modo separato e distinguibile. Eventuali conti correnti bancari del gruppo saranno aperti a nome del direttore del centro di psicosintesi di riferimento, con le procedure già in essere per i centri, e i saldi di cassa e banca del gruppo saranno anch’essi registrati sulla p.n. del centro di riferimento.

4. La gestione economico-amministrativa del gruppo sarà in effetti considerata parte integrante di quella del centro di riferimento, che ne sarà quindi direttamente ed esclusivamente responsabile.

5. Fino al momento dell’apertura ufficiale del nuovo centro, che avverrà con apposita deliberazione del consiglio direttivo, tutte le attività pubbliche e i programmi del gruppo dovranno essere concordati con il direttore del centro di riferimento, e da lui approvati.

6. Alla fine dell’anno sociale, il direttore del centro di riferimento relazionerà al consiglio direttivo sull’andamento delle attività del gruppo, ed invierà un sintetico bilancio economico.

ALLEGATO C

Scuola di Conduzione e Counselling di Gruppo

ALLEGATO D

Collaborazioni e ruoli nell'Istituto

Collaboratore
Si tratta del socio che avendo sperimentato il percorso psicosintetico, con spirito di servizio e con l'approvazione del direttore, presta all’interno del proprio centro quelle funzioni che rendono possibile la vita stessa del centro: dalla presenza in segreteria all’accoglienza, dalla preparazione degli ambienti alla loro manutenzione, occupandosi di qualsiasi necessità del Centro.
Il ruolo del collaboratore prevede Ia partecipazione, quanto più possibile, alla riunione annuale dei collaboratori con il Consiglio Direttivo, a Firenze.
l collaboratori rappresentano l'importante vivaio di risorse da cui partire per l’assunzione di ulteriori responsabilità.

Conduttore e counsellor di gruppo
Dall’anno 2000 l’Istituto si avvale della Scuola di Conduzione e Counselling di Gruppo, da esso istituita, per Ia preparazione dei soci che intendono impegnarsi nella diffusione e trasmissione della psicosintesi attraverso la conduzione di gruppi.
ll conseguimento del diploma rilasciato da|l’lstituto, oltre ad attestare l'acquisizione di abilità spendibili anche fuori dai Centri, consente l’iscrizione nel Registro dei Conduttori e Counsellors di Gruppo dell’lstituto, istituito con deliberazione del Consiglio Direttivo del 25.6.2004. Tale iscrizione prevede, oltre al versamento della quota associativa annuale, anche il versamento di un importo che sarà annualmente stabilito dal Consiglio Direttivo e la partecipazione, per i tre anni successivi al conseguimento del diploma, ad almeno uno per ciascun anno dei seminari di approfondimento e di supervisione, appositamente organizzati dalla Scuola.
Ad eccezione dei Corsi di autoformazione (C.d.A.) e dei Corsi Applicativi, il socio conduttore e counsellor di gruppo è abilitato a tenere gruppi vari (di introduzione e/o approfondimento della psicosintesi o su tematiche diverse), a richiesta del direttore del Centro.

Formatore del C.d.A.
ll socio formatore è abilitato a condurre i corsi del Corso di Autoformazione, che rappresentano la proposta più sistematica e articolata che l’lstituto offre ai propri soci per apprendere i principi e i metodi della Psicosintesi.
Pertanto, i formatori del C.d.A. devono dimostrare di avere pienamente assimilato la teoria e la prassi psicosintetiche ed avere maturato le capacità necessarie a trasmetterle con convinzione e competenza. A tale scopo, sono loro richiesti i seguenti requisiti:

  1. aver conseguito, da almeno tre anni, il diploma di Conduttore e Counsellor di Gruppo presso la Scuola dell’lstituto oppure titolo equivalente di psicosintesi, valutato idoneo dal Collegio dei Docenti della Scuola;
  2. avere effettuato un tirocinio adeguato nei corsi del C.d.A.;
  3. avere svolto attività pluriennale di conduzione nei Centri;
  4. aver partecipato ai Congressi e Convegni annuall dei soci;
  5. aver partecipato, come osservatore, alla riunione estiva dei formatori del C.d.A.;
  6. nomina del Consiglio Direttivo, su proposta del Direttore del Centro di appartenenza;
  7. iscrizione nel Registro dei Formatori del C.d.A.
    Tale iscrizione prevede, oltre al versamento della quota associativa annuale, anche il versamento di un importo che sarà annualmente stabilito dal Consiglio Direttivo; la cancellazione dal Registro fa decadere la nomina a formatore.

ll socio formatore del C.d.A. è abilitato a condurre anche gruppi vari: di introduzione e/o approfondimento della psicosintesi o su tematiche diverse, a richiesta del direttore del Centro.
Per essere abilitato a condurre i Corsi Applicativi, il socio formatore del C.d.A. deve comprovare la sua esperienza nel settore o campo applicativo prescelto, non soltanto con l’attività svolta all’interno dei Centri, ma, come titolo preferenziale, nella sua vita professionale e sociale. ll suo curriculum è esaminato dal Consiglio Direttivo che si esprimerà sull’ldoneità o meno del candidato.

Docente della Scuola di Conduzione e Counselling di Gruppo
ll socio docente svolge il suo ruolo all’interno della Scuola di Conduzione e Counselling di Gruppo ed è membro del Collegio dei Docenti.
I requisiti richiesti per la nomina a docente sono già stati indicati nel documento istitutivo della Scuola e qui di seguito sono riaffermati:

  1. essere formatore del C.d.A. da alrnerio sette anni;
  2. avere maturato esperienza nei diversi gruppi e/o Corsi: C.d.A, corsi applicativi, corsi di approfondimento, corsi propedeutici e tematici, conferenze, seminari, partecipazione attiva a congressi e convegni;
  3. esperienza di conduzione svolta in centri e/o istituzioni diversi;
  4. adeguato tirocinio nei primi due anni della Scuola di Conduzione e Counselling di Gruppo;
  5. domanda al Collegio dei Docenti;
  6. nomina del Consiglio Direttivo su parere favorevole del Collegio dei Docenti, in relazione alle necessità della Scuola stessa.

(Allegato al verbale del C. D. n. 291 del 26 febbraio 2010)