ISTITUTO DI PSICOSINTESI
fondato da Roberto Assagioli

Gruppo di Forlì-Cesena e Ravenna

Indirizzo: 
via G. Miller, 32 - 47121 Forlì (FC)
Telefono: 
348-5666256 345.9617138
E-mail: 
forli@psicosintesi.it

Responsabile: WILLIAM ESPOSITO

Avvisi

  • VERSO UNA STAGIONE RIFIORENTE

       L'inizio della cosiddetta 'fase 2' delle direttive governative per l'emergenza epidemiologica in corso, che comporta maggiore libertà di spostamento e un ritorno graduale e cauto, ma proprio per questo condizionato, alle nostre consuete occupazioni, coincide per una fortuita combinazione col mese di maggio. Si tratta infatti di un periodo dell'anno considerato comunemente come uno dei più belli e carico di energie, in cui la natura dà il massimo di sé con vegetazioni rigogliose ed esplosioni di fioriture e che rinsalda, più che in altre stagioni, il sodalizio amoroso fra l'uomo e la natura, serbando inoltre la promessa dell'estate.

       La regina dei fiori del mese di maggio è la ROSA. Questo incantevole fiore è associato nel mondo cristiano al culto della Madonna, con la pratica della recita quotidiana del ROSARIO per tutto il mese mariano. In questo mese ricorre inoltre la festività di Santa Rita da Cascia, nota anche per essere la 'santa delle rose' e in molte chiese si pratica in questo periodo la benedizione di codesto fiore regale, portato dai fedeli. Nel mese di maggio si ripete anche la festività laica della MAMMA, e nel mondo buddhista la FESTA DEL WESAK, che suole celebrare al 'Plenilunio del Toro' nascita, illuminazione e Parinirvāṇa di Gautama Buddha: personaggio storico ma anche figura archetipica del principio di AMORE-SAGGEZZA.

       La ROSA, che in oriente ha come allegoria corrispondente il FIORE DI LOTO, è simbolo di apertura fiduciosa alla vita, di accoglienza incondizionata, di amore, di bellezza; ma anche di omaggio e allegria, stando a Bruno Caldironi (cfr. il suo: 'Semi di luce', Draghi Mizzau, Firenze 1999).

       La ROSA CHE SBOCCIA, in particolare, secondo Roberto Assagioli, è il simbolo dinamico della liberazione dai viluppi costituiti dai condizionamenti del corpo fisico, del piano emozionale e di quello mentale concreto. Rappresenta alla perfezione il processo di autorealizzazione e di manifestazione del Sé, non come istanza egoica e separativa, bensì transpersonale e quindi dalle caratteristiche unitive.

       Ancor più efficace e realistica è la visualizzazione dell'intera pianta e poi di un ROSETO, in cui boccioli che stanno per schiudersi coesistono con altri pienamente sbocciati e altri ancora che stanno sfiorendo: è l'identificazione col pulsare della vita, con i suoi ritmi, volute e aspetti più variegati.

       Si coglie l'occasione per riportare più sotto, specialmente all'attenzione di chi non l'ha mai letto né praticato, il celebre esercizio di visualizzazione dello 'Sbocciare di una rosa', descritto da R. Assagioli.

       Come nota conclusiva si precisa che le attività del Gruppo di Psicosintesi di Forlì-Cesena e Ravenna continuano a restare necessariamente in stand by a causa delle misure governative a contrasto del Covid-19. I Soci tuttavia riceveranno presto al proprio indirizzo di posta elettronica alcuni aggiornamenti di carattere istituzionale.

    William Esposito

    Forlì, 8 maggio 2020

     

    ESERCIZIO DELLO SBOCCIARE DI UNA ROSA

       "Immaginiamo un boccio di rosa chiuso. Visualizziamo lo stelo, le foglie e, alla sommità dello stelo, il boccio. Questo appare verde perché i sepali sono chiusi; tutto al più in cima si vede apparire un punto rosa. Cerchiamo di visualizzarlo in modo vivido, mantenendo l'immagine al centro della coscienza... Mentre lo osserviamo, vediamo che poco a poco si inizia un lento movimento; i sepali cominciano a divaricarsi, a voltare le loro punte verso l'esterno, lasciando così scorgere i petali rosei, chiusi... I sepali si divaricano sempre più... si vede bene il boccio dei petali di un bel rosa tenue... Ora anche i petali cominciano ad allargarsi... il boccio continua ad aprirsi lentamente... finché la rosa si rivela in tutta la sua bellezza, che ammiriamo con gioia.

       "A questo punto, cerchiamo di sentire, inalando, il profumo della rosa, il profumo caratteristico ben noto... tenue, dolce, gradevole... lo odoriamo con piacere... Anche il simbolismo del profumo è stato spesso usato nel linguaggio religioso e mistico (l''odore di santità'), e così pure l'uso dei profumi nei riti (incenso, ecc.).

       "Poi visualizziamo tutta la pianta e immaginiamo la forza vitale che sale dalle radici fino al fiore producendo questo sviluppo... Restiamo in contemplazione reverente di questo miracolo della natura.

       "Ora, identifichiamoci con la rosa, o, più esattamente, 'introiettiamo' la rosa in noi... Noi siamo, simbolicamente, un fiore, una rosa; la stessa Vita che anima l'universo, che ha prodotto il miracolo della rosa, sta producendo in noi uno stesso, anzi maggiore, miracolo: lo sviluppo, l'apertura, l'irradiazione del nostro essere spirituale... E noi possiamo cooperare coscientemente alla nostra fioritura interiore".

    Tratto da: Roberto Assagioli (1965): 'Principi e metodi della psicosintesi terapeutica'. Ed. it.: Casa Editrice Astrolabio, Roma, 1974, pp. 176-178.

  • Isolati ma non soli

        Come era per certi versi prevedibile, il radicale condizionamento a cui ci sta sottoponendo l'attuale emergenza sanitaria da 'Covid-19' si sta prolungando ed è difficile pronosticare quando la vita tornerà al suo normale corso. Sono certamente tempi lunghi scanditi da ansia, preoccupazione, incertezze, sgomento, inattività, sovvertimento di abitudini, di consuetudini, di condizioni lavorative ed economiche, per molti, purtroppo, contrassegnati da dolore e lutto.

    Soprattutto questo è il tempo del distanziamento sociale, del confinamento nelle proprie abitazioni; situazione questa che ci avvicina, in un certo senso, a quella dei reclusi, con tutte le conseguenze che ne derivano, fra cui vissuti di isolamento e solitudine.

    Eppure Erich Fromm afferma che le due cose non coincidono, ovvero che possiamo essere ristretti in una cella in carcere o in cima a un monte sperduto e quindi isolati, e purtuttavia non sentirci soli, se siamo in compagnia di sentimenti, idee, valori di appartenenza, specialmente condivisi con qualcuno, con vincoli affettivi di amicizia, stima, considerazione.

    Questa può essere pertanto un'occasione per connetterci, dalle nostre abitazioni, stanze, con i principi e gli strumenti della psicosintesi e soprattutto col pensiero del nostro caposcuola Roberto Assagioli, i quali ci vengono in soccorso in un periodo di tale affanno e bisogno esistenziale e psicologico.

    Quale lettura più appropriata del libro di Assagioli: Libertà in prigione? È uno scritto del 1940, compilato in occasione della prigionia del padre della psicosintesi a Regina Coeli e pubblicato in italiano dall'Istituto di Psicosintesi nel 2018 (Assagioli era stato arrestato il 22 agosto 1940 con l'accusa di 'pacifismo' e di 'internazionalismo', e rilasciato il 19 settembre 1940).

    Fra le perle di tali pagine troviamo queste considerazioni:

    “ Il primo giorno …. mi chiesi: «Che atteggiamento devo assumere? Come posso utilizzarlo?» … Non una 'rassegnazione' passiva e triste, ma una positiva e serena accettazione di una condizione inevitabile … una ricerca attiva del modo migliore di utilizzare appieno le opportunità offerte dalla nuova situazione.

    …. La vita in prigione mi [offerse] un'interessantissima e unica opportunità di nuove osservazioni e insoliti esperimenti. Mi resi conto che ero libero di assumere diversi atteggiamenti verso la situazione, di darle diversi valori, di utilizzarla, o meno, in diversi modi.

    Potevo ribellarmi internamente e imprecare; oppure sottomettermi passivamente, in modo vegetativo; oppure potevo indulgere nel malsano piacere dell'autocommiserazione e assumere il ruolo di martire; oppure potevo prendere la situazione in modo sportivo e con senso dell'umorismo, considerandola come una strana e interessante esperienza (quella che i tedeschi chiamano Erlebnis). Potevo farne un periodo di riposo, oppure un periodo di intensa riflessione ….

    Nella mia mente non c'era dubbio alcuno riguardo a questa essenziale libertà e potere, e ai suoi relativi privilegi e responsabilità. Responsabilità verso me stesso, verso chi mi era vicino e verso la vita stessa o Dio”.

    (pagg. 21-24)

         A chi non potesse disporre del libro segnalo la profonda e generosa riflessione di Piero Ferrucci (allievo di Assagioli e che il Gruppo di Psicosintesi di Forlì-Cesena e Ravenna ha avuto il privilegio di aver come relatore nell'ottobre dello scorso anno) pubblicata di recente nella propria pagina Facebook (http://www.facebook.com/notes/piero-ferrucci/dove-il-virus-non-arriva/2554965184761720/?scmts=scwspsdd&extid=N3NveocxLK8z6aLU ) dal titolo: Dove il virus non arriva. È veramente interessante e propone un esercizio meditativo di grande utilità che può essere facilmente praticato. Piccoli aiuti, in questa epoca di emergenza, che possono far leva sulle nostre risorse con incredibili risultati. 

      

    William Esposito

    Forlì, 29 marzo 2020

    Foto in alto tratta da: R. Bach: Il Gabbiano Jonathan Livingston

  • Tutte le iniziative in Programma sono RIMANDATE A DATA DA DESTINARSI

    In previsione del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) sulle misure anti-Coronavirus relativamente alla nostra Regione, tutte le iniziative in Programma del Gruppo di Psicosintesi di Forlì-Cesena e Ravenna sono rinviate a data da destinarsi.

    Aggiorneremo tempestivamente le nostre pagine del sito internet e Facebook non appena si realizzeranno le condizioni per ricominciare le attività col consueto entusiasmo e, ne siamo certi, con ritrovato ottimismo.

                                                                                                                          Forlì, 01.03.2020  

     

     

      

  • “Forse la strada giusta la troviamo solo quando ci perdiamo ...”

       Roberto Emanuelli, autore di questa citazione, allude con probabilità al bagliore della 'pura coscienza' di sé e del mondo che capita di sperimentare proprio quando ci dimentichiamo del nostro Io contingente, schematico ed abitudinario, in un momento di smarrimento, costernazione imposto magari dagli eventi esterni. È quello che capita oggi ad esempio con l'emergenza epidemiologica da COVID-2019, venuta a procurarci scompiglio, incredulità, angoscia (talora dolore se associato a malattia o morte nel peggiore dei casi). A volte eventi imprevisti che ci colgono di sorpresa sono positivi, come nel caso di un viaggio, una nascita, una nuova e inaspettata occasione lavorativa.

       Il labirinto è uno splendido e misterioso simbolo dietro cui si celano verità psicologiche profonde. Andrea Bocconi (psicoterapeuta e scrittore di Arezzo, allievo diretto di Roberto Assagioli) tratterà l'argomento secondo la prospettiva e le tecniche della Psicosintesi, nel corso di una Conferenza e di un Laboratorio che si terranno a Forlì rispettivamente il 6 e il 7 marzo, intitolati: 'Il labirinto: perdersi per ritrovarsi'.

       Seguirà, come di consuetudine all'inizio di un ciclo di iniziative, il Corso Introduttivo alla Psicosintesi, aperto a tutti e gratuito, condotto da Raffaella Cortini e Carlo Ghezzi, e a partire dal 15 aprile il Corso di Base 'Le stagioni della vita', con Cinzia Orioli e William Esposito. Il corso sarà incentrato sulla pratica della 'Psicosintesi delle età', la quale, stando all'insegnamento di R. Assagioli, consiste nell'allenamento a mantenere in noi stessi vivi, coscienti e operanti qualità e capacità di ogni età o stadio di esistenza già trascorso e, al tempo stesso, nel conoscere, apprezzare e accettare le caratteristiche del ciclo vitale successivo (disidentificandosi da eventuali limiti e criticità sia di ordine fisico che psicologico che esso comporta).

       Se la vicenda dell'epidemia del coronavirus continuerà a sparigliarci le carte saremo pronti ad accettarne le conseguenze – come comune 'destino' – e a spostare le date delle iniziative del Gruppo, delle quali avremo cura di fornire un puntuale aggiornamento. 

    William Esposito

    Forlì,  25 febbraio 2020

    Immagine in alto: labirinto della Basilica di San Vitale - Ravenna.