ISTITUTO DI PSICOSINTESI
fondato da Roberto Assagioli

Ama il mondo - Rick Hanson

Siamo veramente così separati?   LA pratica: Amare il mondo.   Perché? Il tuo cervello si è evoluto in 3 stadi (stiamo semplificando un lungo processo:  Rettiliano – Tronco encefalico, ha il compito di EVITARE i pericoli  Mammiferiano – Sistema limbico, ha il compito di AVVICINARSI alle ricompense  Dei primati – Corteccia, ha il compito di COLLEGARCI a “noi”   Attraverso un uso divertente (almeno per me) di temi animali, la prima mail in questa serie – pet the lizard (accarezza la lucertola) – parlava di come lenire le nostre strutture più antiche del cervello, quelle che affrontano la prima emozione tra tutte: la paura.    La mail successiva– feed the mouse (nutri il topolino)– affrontava come aiutare i primi sistemi neurali mammiferiani a sentirsi premiati e realizzati.   La terza – hug the monkey (abbraccia la scimmia)– trattava di come inserire il senso di essere inclusi e amati nella corteccia cerebrale dei primati.     Naturalmente queste 3 pratiche vanno molto oltre le loro radici anatomiche. I 3 sistemi motivazionali principali del vostro cervello – evitare i pericoli, avvicinarsi alle ricompense, e collegarci a “noi”– traggono forza da molte reti neurali per raggiungere i propri obiettivi.. Infatti, un sistema motivazionale può attingere agli altri due: per esempio, potreste esprimere l’attaccamento a un amico aiutandolo a evitare un pericolo o danno e a raggiungere una ricompensa.   Ultimamente ho iniziato a capire che un quarto fondamentale sistema motivazionale si sta sviluppando dagli altri 3. Che siano i nostri antenati cacciatori-raccoglitori che dipendevano dal loro habitat per il loro cibo e rifugio, o persone moderne che usano gli ambienti di casa e lavoro, o i quasi 7 miliardi di membri della razza umana che premono forte contro i limiti della scialuppa Terra: per sopravvivere e prosperare, la sola evoluzione culturale e forse anche l’evoluzione biologica ci stanno chiamando a amare il mondo.   Il mondo ci è a portata di mano nella sua natura di materia/energia e negli oggetti fatti dall’uomo che ci circondano. Poi, in cerchi sempre più ampi il mondo si estende per includere la società e la cultura, il pianeta stesso, e infine l’intero e spesso ancora misterioso universo..   Quando amate il mondo, lo state apprezzando e allo stesso tempo ve ne state prendendo cura. Ciascuna di queste azioni vi fa sentire bene e in più vi aiuta a mantenere e migliorare tutto ciò da cui dipendiamo per il nostro cibo e la nostra aria, il sostentamento, la sicurezza, il piacere e il senso di comunità.   Durante gli ultimi milioni di anni dell’evoluzione umana, la nostra specie emergente non aveva né molta capacità di nuocere né una comprensione degli effetti che aveva sul pianeta. Ma ora l’umanità ha un grande potere per il bene o il male, unito alla conoscenza innegabile del proprio impatto sia sul mondo naturale che quello costruito. A mano a mano che il pianeta diventa più caldo e le risorse diminuiscono, e che, come specie che si è evoluta in parte attraverso un’aggressività letale verso la sua stessa specie (andate a guardarvi le ricerche sui numeri di morti dovuti a violenza nelle culture cacciatrici- raccoglitrici) ora dobbiamo vivere in modo cooperativo e in pace se dobbiamo continuare a vivere… è essenziale che una quarta motivazione guidi i nostri pensieri, parole e soprattutto azioni: Amate il mondo. Come?   Usando l’aspetto dell’amore che apprezza, cerca sempre opportunità in modo da godere, dare valore ed essere grati per le piccole cose che ci circondano. Queste vanno da tutte le cose vicine a noi – un morbido cuscino, i fiori che sbocciano, le regole stradali, il sole che sorge, le biblioteche, l’ombra di un albero, la lingua che condividiamo – fino ai sempre più vasti nidi che abbiamo in comune: internet, le istituzioni globali, gli scambi di ossigeno e CO2 attraverso cui gli animali e le piante danno l’un l’altro il respiro, l’incredibilmente raro e fortuito avvenimento di un pianeta – la Terra – che è sopravvissuto alla formazione del sistema solare per trovare un’orbita che permette l’esistenza di acqua liquida sulla sua superficie… fino a questo universo che è sgorgato dal nulla: il più grande nido di tutti, lo straordinario miracolo in cui viviamo la nostra quotidianità. In termini dell’aspetto dell’amore che riguarda il prendersi cura, questo per me significa una combinazione di custodire, proteggere e nutrire il mondo; prendendosene cura vogliamo metterlo al sicuro, e una volta che è protetto vogliamo aiutarlo a prosperare. (A latere, è interessante che queste 3 inclinazioni coincidono con i 3 sistemi motivazionali: il sistema di attaccamento si prende cura, quello di evitamento protegge e quello del collegamento nutre e fa; come per altri aspetti della nostra evoluzione, nuove capacità e funzioni si costruiscono sulle precedenti, i sistemi “inferiori”)    Potremmo scrivere così TANTO- e lo è stato- circa il prendersi cura del mondo, proteggerlo e nutrirlo eppure, e qui sarò breve, ho 3 suggerimenti. Per un minuto, un’ora, o tutta una settimana, tocca oggetti naturali e fatti dall’uomo come se tu gli volessi veramente bene. Se tu volessi bene a un’arancio o a una tazza, come li terresti in mano? Proteggi qualcosa da un possibile danno o pericolo. Potresti salvare qualcosa che altrimenti butteresti via, dall’acqua che scorre giù per il lavandino al cibo in un ristorante. La sicurezza è un obiettivo retto del sistema di evitamento che viene raggiunto in gran parte conservando ciò che abbiamo. Scegli una cosa e concentrati su come fare per farla crescere e prosperare. Magari una pianta, o un’attività, un progetto in una scuola locale o una collaborazione tra amici, o riparando qualcosa a casa facendolo da solo. Al cuore di tutto ciò io trovo che questa pratica è una questione delle nostre relazioni con il mondo. Ci relazioniamo come avversari o come conoscenti a distanza? O ci relazioniamo al mondo come a un amico, un bambino, un amato nido Qua e là e ovunque, vediamo di vivere in un mondo che noi tutti amiamo.