ISTITUTO DI PSICOSINTESI
fondato da Roberto Assagioli

Pratica di meditazione tratto da The Psychotherapy and Spirituality Summit -

Testo di una meditazione di circa 10-15 minuti, condotta da Goodman. E’ un’esperienza di profonda connessione al corpo che ci aiuta a lavorare sulle nostre paure.

“Voglio invitare voi, e tutti quelli che ci guardano e che sono oggi con noi, a cercare una posizione comoda, la posizione che assumete se già praticate la meditazione, e a stare seduti raddrizzando bene la schiena. Vi invito a chiudere gli occhi o solo ad abbassarli, segnalando così al nostro essere che ci stiamo guardando dentro. In questo momento non siamo focalizzati su quanto succede al di fuori di noi. Stiamo rafforzando il rapporto che abbiamo con la nostra esperienza, qualunque essa sia.

Ora focalizzatevi sul movimento del vostro respiro. Se per qualsiasi motivo non è facile per voi, potete focalizzarvi sulla sensazione delle vostre mani che poggiano sul grembo. Con delicatezza sentite nel corpo la sensazione dell’ inspirare e dell’espirare. Diamoci il tempo di ancorarci ad un senso sentito di essere in questo corpo, sentendo l’espansione e la contrazione del ventre mentre respiriamo, il sollevarsi e l’abbassarsi del diaframma, l’espansione e la contrazione della cassa toracica, dei polmoni, ed il fresco nelle nostre narici mentre inspiriamo ed il sottile tepore quando espiriamo.

Sentiamo la sensazione di contatto dove il nostro corpo tocca la sedia, o ciò su cui siete seduti, la sensazione del contatto dei nostri piedi sulla terra, o sul pavimento, o su di un cuscino.

Abitiamo pienamente il nostro corpo. Qualsiasi cosa ci succeda nella mente o nel cuore, per quanto possiamo essere agitati o angosciati, possiamo sempre orientare delicatamente l’attenzione e la nostra consapevolezza al corpo ed al semplice fatto di sedere immobili.

Vi voglio invitare ad usare la vostra immaginazione per evocare una sensazione che sia difficile per voi. Vi prego di non scegliere la sensazione peggiore che avete provato in tutta la vostra vita, ma qualcosa che vi faccia un po’ paura o che non vi faccia sentire a posto per qualche motivo.

Un senso di coscienza di sé che implichi un mettervi alla prova, di qualsiasi cosa si tratti. Verificate se riuscite a provare quella sensazione, notate cosa sentite nel corpo quando fate l’esperienza di quell’emozione. Questo è un modo di imparare ad andare oltre le storie generate dalle emozioni - le tremende spaventose storie generate dalla paura e dall’ansia - che sono così forti da farci perdere completamente in fantasie di disastri e di sventure.

Una maniera molto semplice ma potente di praticare questo è quella di lasciarsi andare ad un esperienza profondamente sentita nel corpo. Come ci si sente quando si ha paura? Vi è una contrazione nel torace o nella zona del cuore? I palmi delle mani cominciano a sudare? Cambia forse il respiro, facendosi più rapido o più lento?

Cosa succede quando afferriamo la nostra attenzione e dalla testa la facciamo scendere dentro questo nostro corpo seduto in meditazione?

Prendiamoci qualche minuto per esplorare insieme, con calma. Se scoprite che la mente vaga e si perde in altri pensieri su altre cose, fate indietreggiare lentamente il vostro corpo, solo di poco, forse di un centimetro, e ritornate poi alla vostra posizione di ricettività e di disponibilità ad accogliere l’attimo e ascoltate come vi sentite.

Più e più volte, riportate l’attenzione a questo profondo senso di connessione con il vostro corpo (felt sense), facendo l’esperienza di come esso è in questo momento. Ci può essere una leggera sensazione, tipo : ”Sto facendo questo. Sto osservando me stesso e la mia esperienza in questo modo con l’intenzione di imparare a capire piuttosto che giudicare, valutare, criticare o paragonare.” Perciò sto inducendo questa pratica di ricevere l’attimo, di ricevere la sensazione con una punta di tenerezza. Sto apprezzando il coraggio che ci vuole per richiamare una mia esperienza difficile e con questa stare, nella calma e nella quiete, pur sentendola visceralmente nel corpo in questo modo.

Apprezziamo il coraggio che ci vuole a sostare e a permettere di sperimentare noi stessi così da vicino, in totale intimità con qualsiasi cosa succeda. Mentre sediamo in questa posizione dignitosa, stabile ed equilibrata, permettiamo alle nostre 3 emozioni di palesarsi, di venire in essere, e poi lievemente scomparire. Forse potrebbero emergere di nuovo e stare ancora un po’ prima di dissolversi lentamente nella luce di questa tenera, amorevole, volonterosa consapevolezza.

Ora, quando sarete pronti, inspirate profondamente, espirate ed aprite gli occhi.”

Questo è un esempio di come possiamo utilizzare il senso profondo di una sensazione nel corpo per aiutarci ad essere presenti con esso invece di lasciarci trasportare nelle solite storie collegate a quell’esperienza, che diventano poi storie su noi stessi con le quali ci identifichiamo e che spesso non ci aiutano.

Goodman

Tradotto dall’inglese da Rosella Damiani Milano, 27 dicembre 2017