ISTITUTO DI PSICOSINTESI
fondato da Roberto Assagioli

Statuto

Art. 1

È costituita un’associazione denominata “Istituto di Psicosintesi”: essa è un’associazione culturale, di promozione sociale e di formazione extrascolastica della persona, è apolitica, aconfessionale e non ha fini di lucro.

L’associazione, in conformità con le finalità non di lucro, non può distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la sua vita, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

Le eventuali risultanze attive alla chiusura di ogni singolo bilancio annuale verranno devolute all’incremento delle attività sociali.

Art. 2

L’associazione ha lo scopo di diffondere la conoscenza e favorire lo sviluppo della psicosintesi quale concezione integrale dell’essere umano, nonché di promuoverne le applicazioni nei campi dell’autoformazione, dell’educazione, della psicoterapia, dei rapporti interpersonali e dei rapporti sociali.

Per ognuno di questi campi di applicazione l’lstituto prevede una apposita formazione, in conformità con i principi generali stabiliti da Roberto Assagioli nel suo scritto dell’anno 1974 “L’allenamento in psicosintesi”.

Art. 3

Le entrate ed il patrimonio dell’associazione sono costituiti da:

a) contribuzioni, donazioni o lasciti pubblici o privati;
b) quote annuali dei soci;
c) rendite patrimoniali;
d) proventi delle iniziative sociali;
e) ogni altro provento o contributo che derivi all’lstituto di Psicosintesi, anche per disposizioni di legge, in relazione alla sua attività.

Art. 4

L’associazione ha sede in Firenze, via San Domenico n.c. 16.

Art. 5

Il funzionamento, lo sviluppo e la continuità dell’associazione sono regolati dalle norme del presente statuto e dal regolamento di applicazione delle medesime, predisposto dal consiglio direttivo, sentite le proposte dei centri, ed approvato dall’assemblea ordinaria.

Art. 6

L’esercizio sociale va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Art. 7

L’associazione, pur restando unitario, si articola in centri costituiti con deliberazione del consiglio direttivo ratificata dall’assemblea dei soci.

Lo stesso consiglio direttivo nomina per i primi tra anni, fra i soci che hanno presentato la domanda di apertura del centro, un direttore, che promuoverà le elezioni per le altre cariche del costituendo comitato direttivo del centro, che deve comprendere oltre il direttore stesso almeno un vice-direttore ed un segretario-tesoriere.

Le modalità per il funzionamento dei centri e per il rinnovo delle cariche sono stabilite dal regolamento.

Ogni centro può avere una sua dotazione che, in caso di chiusura dello stesso, verrà riassorbita dall’lstituto con deliberazione del consiglio direttivo.

Art. 8

L’attività dell’lstituto comprende:

a) conferenze, lezioni, attività di gruppo;
b) corsi e seminari di autoformazione e di formazione per professionisti;
c) creazione di biblioteche specializzate, aperte alla consultazione dei soci;
d) pubblicazioni attinenti all’attività dell’lstituto;
e) organizzazione di convegni, congressi, seminari e simili, sia a carattere nazionale che internazionale, anche di natura residenziale;
f) partecipazione a manifestazioni qualificate, comunque connesse o interessanti la psicosintesi;
g) la specifica formazione nei campi di applicazione della psicosintesi che sarà attuata in conformità con le leggi della Repubblica Italiana e della Unione Europea;
h) ogni altra attività od iniziativa comunque connessa con gli scopi sociali, da intraprendere previo parere favorevole del consiglio direttivo.

Art. 9

La durata dell’associazione è fissata sino al 31.12.2050, e potrà essere prorogata con delibera dell’assemblea straordinaria.

Art. 10

Sono soci le persone la cui domanda di ammissione verrà accettata dal consiglio direttivo e che versano la quota d’associazione annualmente stabilita dal consiglio stesso.

Art. 11

I soci hanno diritto di frequentare i centri dell’lstituto, utilizzandone le strutture ed il materiale messo a disposizione.

La partecipazione alle attività dell’Istituto è riservata esclusivamente ai soci, ad eccezione delle conferenze e delle altre attività di diffusione della psicosintesi.

Art. 12

L’associazione è formata da due categorie di soci: ordinari e sostenitori.

La categoria di appartenenza è determinata dall’entità della quota versata, ma i soci avranno, nell’ambito dell’associazione, uguali diritti e doveri; espressamente esclusa la temporaneità della loro partecipazione alla vita associativa, salvo quanto previsto nel successivo articolo 13.

Art. 13

La qualità di socio si perde per dimissione, decesso, morosità protrattasi oltre i termini stabiliti dal regolamento, esclusione per comportamento che contravvenga gravemente ai fini statutari e, comunque, per gravi motivi; essa verrà sancita con decisione del consiglio direttivo.

Le quote e i contributi associativi sono intrasmissibili; gli associati che siano receduti o siano stati esclusi o che comunque abbiano cessato di appartenere all’associazione, non possono ripetere i contributi versati né hanno alcun diritto sul patrimonio dell’associazione.

Art. 14

Sono organi dell’associazione:

a) l’assemblea dei soci;
b) il consiglio direttivo;
c) la giunta di presidenza;
d) il collegio dei sindaci revisori.

Art. 15

L’associazione è amministrata dal consiglio direttivo, composto dai direttori dei centri, e dalla giunta di presidenza, eletta dal consiglio direttivo a norma dell’articolo seguente.

Il direttore può delegare il vice-direttore a rappresentarlo per l’intera durata del mandato, od occasionalmente in caso di necessità.

Art. 16

Il consiglio direttivo elegge tra i suoi componenti il presidente, il vice-presidente, il segretario-tesoriere e altri due consiglieri, che insieme costituiscono la giunta di presidenza. La carica di segretario-tesoriere può essere disgiunta, e affidata a due diversi consiglieri di giunta.

La durata delle cariche della giunta è triennale, e può essere rinnovata per una sola volta consecutivamente.

Art. 17

Il consiglio direttivo è convocato dal presidente ogni qualvolta questi lo ritenga necessario e comunque almeno tre volte l’anno, ed inoltre quando ne sia fatta richiesta motivata da almeno tre consiglieri.

Il consiglio direttivo è validamente costituito se sono presenti almeno la metà dei suoi membri.

Le deliberazioni del consiglio direttivo sono valide se prese con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del presidente.

Delle adunanze del consiglio viene redatto verbale a cura del segretario, firmato da questo e dal presidente. I soci hanno diritto di prendere visione dei verbali del consiglio direttivo.

Art. 18

Al consiglio direttivo spettano tutti i poteri di amministrazione dell’associazione e quelli che gli siano specificamente delegati dalI’assemblea dei soci.

Esso verifica e approva l’operato della giunta di presidenza; ha l’obbligo di dare esecuzione alle deliberazioni dell’assemblea e di redigere il regolamento previsto dall’art. 5 del presente statuto; può procedere alle modificazioni del regolamento stesso, sottoponendo alla ratifica dell’assemblea.

Il consiglio direttivo autorizza l’apertura dei centri, controlla e coordina l’attività degli stessi, e ne decide la chiusura. Esso delibera, altresì, sull’ammissione dei soci, promuove ed esegue tutte le iniziative di cui all’oggetto sociale, compie tutto quanto rientri direttamente od indirettamente nell’oggetto e negli scopi sociali, può costituire, al suo interno e/o con membri esterni, commissione a cui affidare compiti e funzioni specifiche.

Art. 19

Alla giunta di presidenza spettano i poteri di ordinaria amministrazione e quelli che di volta in volta le siano delegati dal consiglio direttivo.

Essa si riunisce ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità, e comunque almeno tre volte l’anno.

Le sue deliberazioni sono valide se prese con il voto favorevole della maggioranza dei suoi componenti: in caso di parità prevale il voto del presidente.

Il segretario cura la redazione del verbale delle riunioni della giunta di presidenza che, firmato da questi e dal presidente, è immediatamente inviato in copia a tutti i componenti del consiglio direttivo.

La giunta di presidenza procede alla nomina dei dipendenti e impiegati dell’associazione, ne determina la retribuzione nel rispetto della normativa in materia e decide sulla risoluzione del rapporto di lavoro e su ogni altro provvedimento relativo al rapporto stesso. Essa può altresì conferire ogni utile mandato a professionisti esterni per l’assistenza tecnica dell’associazione.

Art. 20

Il presidente del consiglio direttivo rappresenta l’associazione nei rapporti con i terzi e in giudizio e ha la firma sociale.

In caso di assenza o impedimento del presidente le attribuzioni del medesimo e la firma sociale spettano al vice-presidente; in caso di assenza o impedimento anche di quest’ultimo, le attribuzioni e la firmano spettano congiuntamente a due consiglieri di giunta.

Art. 21

I soci sono convocati in assemblea dal consiglio direttivo almeno una volta l’anno, entro il 30 aprile, mediante comunicazione scritta diretta ai centri ed a ciascun socio avente diritto al voto almeno un mese prima della data fissata per la riunione. L’avviso dovrà contenere l’indicazione del giorno, del luogo e dell’ora stabiliti per la prima e per la seconda convocazione, nonché l’elenco degli argomenti posti all’ordine del giorno.

L’ordine del giorno delle assemblee viene fissato dal consiglio direttivo, il quale dovrà, nel fissarlo, prendere in considerazione quegli argomenti la cui discussione fosse eventualmente richiesta dai soci; tali richieste dovranno pervenire al consiglio direttivo almeno un mese prima della riunione con la quale il consiglio stesso delibera la convocazione dell’assemblea, a tale effetto il consiglio tempestivamente comunicherà ai centri la data e le materie oggetto del suo ordine del giorno.

Art. 22

L’assemblea è l’organo sovrano dell’associazione e delibera in via ordinaria:

a) sui rendiconti economici e finanziari e sui preventivi annuali predisposti dal consiglio direttivo;
b) sugli indirizzi e sulle direttive generali dell’associazione;
c) sulla nomina dei componenti del collegio dei revisori;
d) sulla approvazione della relazione morale e finanziaria presentata dal consiglio direttivo;
e) sugli acquisti ed alienazioni dei beni immobili e sulla accettazione di donazioni di
immobili.
f) sulle materie di cui agli artt. 5 e 7 e sugli altri argomenti ad essa demandati dal regolamento o comunque posti all’ordine del giorno.

Art. 23

Hanno diritto di intervenire all’assemblea tutti i soci in regola con il pagamento della quota annua di associazione.

I soci possono farsi rappresentare da altri soci mediante delega conferita per iscritto secondo le modalità definite dal art. 30 del regolamento.

Art. 24

Le assemblee sono presiedute dal presidente del consiglio direttivo ed in caso di suo impedimento dal vice-presidente; di esse viene redatto verbale, firmato dal presidente e dal segretario, che viene inserito in apposito registro e resta a disposizione dei soci, i quali hanno il diritto di prenderne visione in qualsiasi momento.

Per le assemblee che deliberano la modificazione dello statuto e lo scioglimento dell’associazione il verbale viene redatto da un notaio.

I verbali delle assemblee saranno inviati a tutti i centri, perché i soci possono prenderne visione.

Art. 25

L’assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà più di uno dei soci aventi diritto al voto ed in seconda convocazione qualunque sia il numero degli intervenuti.

Le sue deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti. A parità di voti è prevalente il voto del presidente dell’Assemblea.

In sede di elezione del collegio dei sindaci revisori resteranno eletti i candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti validi.

Art. 26

Nelle votazioni riguardanti l’approvazione dei bilanci o la responsabilità dei membri del consiglio direttivo questi debbono astenersi dal voto.

Art. 27

L’assemblea straordinaria può essere convocata con le medesime modalità stabilite nell’art. 21, per deliberazione del consiglio direttivo presa a maggioranza dei componenti lo stesso o su richiesta scritta e motivata presentata da almeno un decimo dei soci aventi diritto al voto.

Art. 28

L’assemblea straordinaria delibera sulle eventuali modifiche dello statuto sociale, sulla proroga o scioglimento dell’associazione, sulla nomina di uno o più liquidatori sui poteri da conferire ai medesimi, nonché su tutte le materie che non siano attribuite alla specifica competenza dell’assemblea ordinaria o del consiglio direttivo.

Art. 29

L’assemblea straordinaria delibera con voto favorevole di almeno la meta più uno dei soci aventi diritto al voto; tuttavia l’assemblea straordinaria che deliberi lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio sociale, dovrà riportare il voto favorevole di almeno due terzi dei soci aventi diritto al voto.

Art. 30

Il collegio dei sindaci revisori è composto da un presidente e da due membri effettivi anche non soci, eletti dall’assemblea; dura in carica per tre esercizi e i suoi membri sono rieleggibili.

Art. 31

Il collegio dei sindaci revisori esercita il controllo sulla regolarità della condotta amministrativa e sulla regolarità dei bilanci annuali e di ciò riferisce all’assemblea.

I sindaci possono in qualsiasi momento verificare lo stato di cassa, i registri, la contabilità, gli inventari e in generale tutti gli atti amministrativi dell’associazione.

Art. 32

In caso di mancata proroga del termine fissato per la durata dell’associazione o in caso di anticipato scioglimento della stessa, I’assemblea straordinaria provvederà alla nomina di uno o più liquidatori, determinandone i relativi poteri.

Il patrimonio dell’associazione residuo allo scioglimento per qualunque causa sarà devoluto ad altra associazione senza fini di lucro con finalità analoga, a condizione che la biblioteca dell’Istituto di Psicosintesi e ogni altra sua dotazione culturale - copie di pubblicazioni, documenti scientifici e “l’Archivio Assagioli” e altro - vengano catalogati e custoditi a parte e messi a disposizione degli studiosi, o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3 comma 190 della L. 23 dicembre 1996 n. 662 e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 33

Per tutto quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle disposizioni di legge vigente in materia.