Centro di Milano - Istituto Psicosintesi

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Competenze generali

Comunicazione: intrapsichica, interpersonale, in gruppo con funzioni di leader, verbale e non, emotiva, formale e di contenuti.

Sintesi di gruppo: far emergere le diversità, gestire i conflitti e risolvere le dinamiche, organizzare rispetto al fine, competenza decisionale e nella soluzione dei problemi.

Individuazione: conoscenza di sé ed utilizzazione delle proprie caratteristiche, capacità di far coincidere l’immagine di sé con ciò che si è, rapporto di utilità con i propri limiti e pregi personali e di ruolo, creatività.

­Competenze specifiche

Nel 1° anno il lavoro è mirato a sviluppare o migliorare consapevolezza di sé, autostima, assertività, capacità di accettazione di sé e degli altri, e ad approfondire le proprie motivazioni esistenziali e specifiche relativamente al ruolo del conduttore.

Competenze teoriche:

  • conoscenza generale della psicologia dinamica;
  • conoscenza della psicosintesi;
  • saper collegare la psicosintesi con le altre psicologie.

Competenze pratiche:

  • capacità di contattare, far emergere, riconoscere e contenere i diversi contenuti psichici;
  • capacità di gestire l’impatto che le dinamiche di gruppo generano all’interno di sé;
  • capacità di conoscere e riconoscere vari tipi di tecniche.

     

Nel 2° anno il lavoro è mirato a sviluppare la capacità di comunicare i propri vissuti, di interagire e comunicare, di distinguere i propri processi da quelli altrui, di gestire la frustrazione.

Competenze teoriche:

  • teoria dei gruppi (nozioni generali);
  • il gruppo nella concezione psicosintetica;
  • conoscenza di tecniche psicologiche da utilizzare in gruppo;
  • psicologia differenziale e tipologie.

Competenze pratiche:

  • capacità di comunicare, sia in senso tecnico (esporre, argomentare, comparare) che in senso umano (condividere vissuti personali, empatizzare, collaborare);
  • riconoscere i principali ruoli e dinamiche;
  • capacità di pensare contestualmente ed orientare il lavoro verso il proprio fine;
  • capacità di riconoscere gli ostacoli, le potenzialità e le finalità dei singoli, del gruppo, delle situazioni.
     

Nel 3° anno il lavoro è mirato a sviluppare la capacità di apprendere dall’esperienza personale e di gruppo, di utilizzare le proprie caratteristiche di personalità (subpersonalità incluse) ai fini del lavoro di gruppo, di individuare le proprie linee di tendenza

Competenze teoriche:

  • capacità d’individuare gli strumenti teorici più utili al personale svolgimento del ruolo.

Competenze pratiche:

  • riconoscimento ed utilizzazione delle proprie caratteristiche di personalità;
  • riconoscimento e valorizzazione delle caratteristiche dei partecipanti in coerenza con la finalità del lavoro del gruppo;
  • progettazione di un lavoro di gruppo e conduzione di gruppo
  • flessibilità rispetto al progetto iniziale e capacità di adattarlo o cambiarlo in ossequio al processo del gruppo, pur mantenendo il proposito;
  • capacità di valutazione del proprio lavoro.
     

Valutazioni

La valutazione della formazione degli allievi prevede:

  • ­ nei primi due anni - relazione del tirocinio svolto con particolare riferimento ai propri vissuti; esame teorico e pratico al termine di ogni anno per l’ammissione all’anno successivo.
  • ­ nel terzo anno - relazione finale dell’esperienza formativa ed esame finale.

L’attività didattica viene svolta mediante:

  • seminari e settimane residenziali, utilizzando costantemente un processo circolare, alternato, che vada dall’interno all’esterno, dall’individuo al gruppo, dalla teoria alla pratica e viceversa;
  • attività pratica articolata in tirocinio e conduzione autonoma; (2)
  • supervisione del tirocinio degli allievi da parte di un docente;
  • lavoro psicologico individuale documentato di almeno 20 ore annue da concordare con la Scuola;
  • studio (su bibliografia nei primi due anni e libero nel terzo anno);
  • attività integrative (crediti formativi).

 

(2) con deliberazione del 28.6.2003 il Consiglio Direttivo ha stabilito che il tirocinio può essere svolto in tutte le attività proposte dai centri, senza mai superare il numero di due tirocinanti per ciascuna attività; per l’ammontare di 64 ore deve essere svolto esclusivamente in attività tenute da un formatore dell’Istituto, mentre per le restanti 16 ore può essere svolto in attività tenute da qualsiasi conduttore; durante il 1° anno non è consentito il tirocinio in attività del C.T.A., mentre negli anni successivi esso è comunque limitato ad un massimo di 12 ore.

La Scuola si rivolge a chi, possedendo: a) capacità di relazionarsi positivamente con gli altri; b) potenzialità di cogliere ed utilizzare le dinamiche psichiche in se stesso e negli altri; c) senso di responsabilità e disponibilità a facilitare i processi di crescita di un gruppo; d) adeguata preparazione culturale; è in grado di sviluppare le capacità umane ed acquisire le competenze tecniche per svolgere i compiti di conduzione e counseling di gruppo.

Alla Scuola si accede attraverso una prova d’ammissione.
Alla domanda devono essere allegati:

  • titoli di studio (il diploma di laurea è titolo preferenziale)
  • attestato di completamento del 2° anno del Corso Triennale di Autoformazione (1)
  • curriculum vitae professionale e delle attività svolte nell’Istituto

La Scuola si riserva di chiedere il parere del direttore del centro di appartenenza e dei docenti della formazione di base.

 

(1)  con deliberazione del 4.3.2000 il Consiglio Direttivo ha stabilito che, a partire dall’anno sociale 2002/03, l’accesso alla scuola sarà consentito anche a coloro che abbiano completato il 2° corso della formazione di base, fermo restando l’obbligo del completamento del Corso prima dell’inizio del terzo anno della scuola.

Incontro 1

  • ­ Psicosintesi terapeutica: pagg. 162-166
  • ­ Lo sviluppo transpersonale: cap. 1°

Incontro 2

  • ­ Lo sviluppo transpersonale: cap. 2°
  • ­ “Il supercosciente e il Sé“ (Giornale di Psicosintesi - Centro Studi R. Assagioli)

Incontro 3

  • ­ Lo sviluppo transpersonale: cap. 3°, 4°

Incontro 4

  • ­ Lo sviluppo transpersonale: cap. 23°, 24°, 25°, 26°, appendice 1,2

Incontri 5-6

  • ­ Lo sviluppo transpersonale: cap. 9°, 10°, 11°, 12°, 15°, 16°,17°, 18°

Incontri 7-8

  • ­ Lo sviluppo transpersonale: cap. 5°, 6°, 7°
  • ­ Psicosintesi terapeutica: pagg. 178-184

Incontro 9

  • ­ Lo sviluppo transpersonale: cap. 8°
  • ­ Psicosintesi terapeutica: pagg. 150-161, 170-178

Incontro 10

  • ­ L’Atto di Volontà: appendice 2, pag. 162-171
  • ­ ”La meditazione” (Istituto di Psicosintesi: lez. 11a 1963)

Incontro 1

  • ­ L’Atto di Volontà: cap. 3° pagg. 22-28

Incontro 2

  • ­ L’Atto di Volontà: cap. 3° pagg. 28-32

Incontro 3

  • ­ L’Atto di Volontà: cap. 4°

Incontro 4

  • ­ L’Atto di Volontà: cap. 7°

Incontro 5

  • ­ L’Atto di Volontà: cap. 5° pagg. 41-44

Incontro 6

  • ­ L’Atto di Volontà: cap. 5° pagg. 48-54

Incontri 7-8

  • ­ L’Atto di Volontà: cap. 6°

­Incontro 1

  •  ­“Le nuove dimensioni della psicologia” (Istituto di Psicosintesi: lez. 1a 1973)
  • ­ "Che cos’è la Psicosintesi?"
  • ­ Psicosintesi terapeutica: Introduzione - pagg. 13-16, 36-37 (Ed. Astrolabio)

­Incontro 2

  • ­“Conoscenza di sé e metodi di esplorazione dell’inconscio” (Istituto di Psicosintesi: lez. 4a 1963)
  • ­ ”La struttura dell’inconscio e i suoi rapporti con la coscienza” (Istituto di Psicosintesi)
  • ­ Psicosintesi. Per l'armonia della vita: cap. 2° - 7° (Ed. Astrolabio)

Incontri 3-4

  • ­ Psicosintesi. Per l'armonia della vita: cap. 1°
  • ­ ”L’Animo molteplice” (Istituto di Psicosintesi: lez. 3a 1963)

Incontri 5-6

  • ­ Psicosintesi terapeutica: pagg. 22-27
  • ­ ”La costituzione biopsichica dell’uomo” (Istituto di Psicosintesi: lez. 2a 1963)

Incontrii 7-8

  • ­ Psicosintesi terapeutica: cap. 4° pagg. 124-139, cap. 5° pagg. 178-184
  • ­ L’Atto di Volontà: pagg. 42-45

Lezione 9

  • ­ Psicosintesi. Per l'armonia della vita: cap. 3° (Ed. Astrolabio)

Incontro 10

  • ­ Psicosintesi. Per l'armonia della vita: cap. 4°- 5°-6° (Ed. Astrolabio)

La bibliografia per la preparazione culturale si riferisce ai soli scritti di Roberto Assagioli per il loro valore storico / ispirativo e potrà essere integrata su proposta dei conduttori dei corsi.

Il corso triennale di autoformazione (CTA) presuppone un impegno consapevole a conoscere e a sperimentare su di sé il modello psicosintetico e ad allenarsi in modo proficuo per diventare sempre più capaci di realizzare l’obiettivo “Conosci, possiedi, trasforma te stesso”.

Si configura quindi come un apprendimento e un allenamento all’arte del vivere, alla responsabile presa in carico di sé stessi, alla ricerca di un’armonizzazione reale e non illusoria delle istanze contrastanti che vivono dentro di noi, al progressivo “riconoscimento” di sé e del proprio compito esistenziale.

La conoscenza del modello psicosintetico, che si persegue nel corso triennale di autoformazione non deve restare puramente teorica, ma deve fornire strumenti la cui applicazione venga sperimentata nel corso dei seminari e che possano poi essere utilizzati in altri ambiti e in altre situazioni e la cui efficacia possa essere verificata nel quotidiano.

Gli incontri che scandiscono l’iter del corso triennale di autoformazione sono opportunamente distanziati proprio per consentire un lavoro di riflessione critica e di sedimentazione di quanto si è appreso.

Gli atteggiamenti con cui è consigliabile partecipare agli incontri di formazione sono l’apertura e la disponibilità alla conoscenza di sé e degli altri, l’attenzione al qui e ora, a quanto si sperimenta come momento significativo in cui convergono esperienze passate e potenzialità non espresse.

Il gruppo ha la funzione di catalizzare ed evidenziare gli atteggiamenti consolidati nei confronti di noi stessi e degli altri, i nostri modi di percepire e di reagire, i nostri meccanismi di difesa, le nostre aree di libertà e/o di costrizione, ecc.

È quindi estremamente importante che negli incontri di formazione teniamo costantemente presente, insieme ai contenuti di quanto apprendiamo e agli esercizi che facciamo, chi è il soggetto di questo lavoro, cioè noi stessi, e come siamo, o non siamo, mossi da quanto accade ascoltandoci con attenzione ed equanimità.
Questo ascolto è necessario per rafforzate la funzione di osservatore dell’io, per accogliere senza proiettarli immediatamente all’esterno i propri contenuti interiori e per utilizzarli per un’ulteriore conoscenza e trasformazione di sé, a cui il gruppo e il conduttore possono offrire il necessario supporto.

Tutto può essere elaborato in modo efficace e produttivo, anche le emozioni per così dire inerti o apparentemente ostacolanti come la noia, l’insofferenza, l’ostilità, purché non manchi la disponibilità ad ascoltarsi e a mettersi in gioco.
 

All’alba del giorno 23 agosto 1974 Assagioli muore, circondato da discepoli che erano affluiti da ogni parte d’ltalia.Assagioli scrive Stava lavorando al libro “La psicologia dell’alto e il Sé”, con cui si proponeva di trattare in modo più coordinato e sistematico le esperienze legate ai livelli superiori della psiche, di cui si occupava da decenni.

L’opera non è stata portata a termine, ma l’intenzione di Assagioli è stata rispettata: in occasione del centenario della nascita esce “Lo sviluppo transpersonale”, raccolta di scritti inediti, che, a distanza di tre anni, è seguita da “Comprendere la psicosintesi”, una guida alla lettura dei termini psicosintetici.

Con D.M. 29 settembre 1994 è riconosciuta la Scuola post-universitaria di Psicoterapia Psicosintetica, costituita nel 1990 dall’Istituto di Psicosintesi insieme con la Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica e finalizzata alla preparazione di psicoterapeuti.

Nel 2000 l’Istituto costituisce la Scuola di Conduzione e Counseling di Gruppo finalizzata alla preparazione degli psicosintetisti che operano nella conduzione e nel counseling di gruppo.
 

Gli anni della vecchiaia sono per Assagioli attivi e fecondi.
Insegna la Psicosintesi e si dedica alla formazione degli psicosintetisti; nel quieto studio di via San Domenico, sulla strada che porta a Fiesole, affluiscono per consulenze e didattiche discepoli e collaboratori di diverse parti del mondo.Allievi

Assagioli fa parte del comitato di redazione del “Journal of Humanistic Psychology” e del “Journal of Transpersonal Psychology”, terreno di incontro dei cultori della psicologia transpersonale, che pubblica i suoi scritti sui simboli del supercosciente e sullo sviluppo spirituale.

L’lstituto partecipa attivamente alla diffusione dei principi della “terza” e della “quarta forza” della psicologia; le lezioni di Assagioli richiamano un grande afflusso di pubblico.

Nella primavera del 1973 esce, in lingua inglese, il suo terzo libro “The Act of Will”, che compendia un approfondito studio dell’origine, della funzione e dello sviluppo della volontà. Posta al centro della personalità umana come la funzione psicologica più aderente all’lo, e strettamente collegata all’esperienza del Sé, la volontà viene proposta come strumento fondamentale di autorealizzazione.
Di quello stesso anno è l’inaugurazione del Centro Estivo dell’lstituto e l’apertura del Centro di Psicosintesi di Padova.

Nel maggio del 1974 Assagioli detta, in lingua inglese, le norme per il training degli psicosintetisti, che oggi costituiscono la base dei corsi di formazione psicosintetica.
 

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