Istituto
Nel 1967 si costituisce ufficialmente il primo centro italiano di psicosintesi, emanazione dell’lstituto, il Centro di Roma; l’anno dopo nasce il Centro di Bologna; nel 1970 il Centro di Perugia.
Inizia così lo sviluppo dei centri in cui si articola l’lstituto di Psicosintesi.
Nel 1967 Assagioli partecipa, a Roma, ai lavori della “Prima Settimana Psicosomatica Internazionale”, tiene una relazione sul tema “Medicina psicosomatica e biopsicosintesi” e presiede un Simposio Internazionale di Psicosintesi.
Nel 1968 presiede la Settimana Internazionale di Psicosintesi organizzata dal Centro di Roma, e vi tiene cinque relazioni.
La fioritura di associazioni e centri esteri continua; in India lo “lndian Psychosynthesis Research Institute” diffonde in lingua inglese e in lingua hindi la conoscenza della psicosintesi; in Grecia si organizza un Centro di Psicosintesi ad Atene; nel 1969 si inaugura il Centro di Psicosintesi in California; nel 1972 è ufficialmente costituito il “Canadian Institute of Psychosynthesis” a Montreal; nella primavera del 1974 nasce il Centro Inglese di Psicosintesi a Londra.
Non ci sono pervenuti dati biografici precisi per gli anni 1938-1946. Assagioli, di origine ebraica, conobbe la persecuzione razziale.
I frammenti di appunti “Libertà in prigione” sono lo scarno riferimento a questi anni difficili.
Dopo la riapertura nel 1946, I’lstituto svolse intensa attività formativa e didattica, e la diffusione dei principi e dei metodi della psicosintesi si fece più rapida ed estesa, soprattutto all’estero.
In Italia, la diffidenza dell’ambiente accademico e la scarsa conoscenza della psicologia dinamica e del profondo rallentarono inizialmente la penetrazione della psicosintesi.
Negli anni 1956 e 1957, in una tranquilla località di campagna, Capolona, tra Firenze ed Arezzo, ebbero luogo i primi Convegni Internazionali di Psicosintesi con la partecipazione di congressisti appartenenti ad otto nazionalità; nel 1958 si costituì negli Stati Uniti la “Psychosynthesis Research Foundation”, che organizzò un Convegno di medici ed educatori.
Gli anni dal 1959 al 1965 videro un rapido fiorire di iniziative internazionali: Assagioli e la psicosintesi sono presenti in Svizzera, in Austria, in Francia ed in Inghilterra.
A Vienna (Congresso Internazionale di Psicoterapia, 1961) con la relazione “Sintesi nella psicoterapia”, Assagioli indica le affinità e le differenze esistenti fra la psicoterapia psicosintetica ed altri metodi di terapia esistenziale; illustra i compiti e gli scopi e propone uno schema di cura sintetica e completa, che all’approccio esistenziale, mirante a scoprire e risolvere i problemi esistenziali del paziente, unisca l’uso di tecniche attive.

E la sintesi auspicata fin dal lontano 1909, proposta dalla psicagogia, sviluppata dalla psicosintesi, e teorizzata in una vasta serie di scritti di epoche diverse che, nel 1965, confluiranno, sistematizzati, nel libro “Psychosynthesis, A Collection of Basic Writings”. E' questo il primo testo organico, nato dalI’esigenza, legata alla costituzione della “Psychosynthesis Research Foundation”, di organizzare il materiale per diffondere la psicosintesi e le tecniche psicosintetiche.
La pubblicazione sarà seguita, un anno dopo, dal primo volume in lingua italiana, “Per l’armonia della vita”, che, basato su un corso di lezioni del 1933, approfondisce la concezione e lo spirito della psicosintesi e illustra le fasi del processo psicosintetico di autorealizzazione.
Nello stesso anno viene fondato il Centro di Biopsicosintesi in Argentina.
L’Istituto di Psicosintesi è riconosciuto come ente morale con D.P.R. n. 1721 del 1° agosto 1965. Nel 1967 si costituisce ufficialmente il primo centro italiano di Psicosintesi, emanazione dell’lstituto, il Centro di Roma; l’anno dopo nasce il Centro di Bologna; nel 1970 il Centro di Perugia.
Inizia così lo sviluppo dei centri in cui si articola l’lstituto di Psicosintesi.

Nel 1967 Assagioli partecipa, a Roma, ai lavori della “Prima Settimana Psicosomatica Internazionale”, tiene una relazione sul tema “Medicina psicosomatica e bioPsicosintesi” e presiede un Simposio Internazionale di Psicosintesi.
Nel 1968 presiede la Settimana Internazionale di Psicosintesi organizzata dal Centro di Roma, e vi tiene cinque relazioni.
La fioritura di associazioni e centri esteri continua; in India lo “lndian Psychosynthesis Research Institute” diffonde in lingua inglese e in lingua hindi la conoscenza della Psicosintesi; in Grecia si organizza un Centro di Psicosintesi ad Atene; nel 1969 si inaugura il Centro di Psicosintesi in California; nel 1972 è ufficialmente costituito il “Canadian Institute of Psychosynthesis” a Montreal; nella primavera del 1974 nasce il Centro Inglese di Psicosintesi a Londra.
Negli anni che seguono il seme dei primi scritti dà frutto; l’attività professionale e la ricerca scientifica confermano la concezione dell’uomo e la prassi psicologica proposte, e dal 1926 Assagioli userà pubblicamente il termine “psicosintesi” nel senso scientifico di “metodo inclusivo basato sul principio dell’organizzazione della personalità intorno ad un centro unificatore”. 
E’ del 1927 l’opuscolo “A New Method of Healing: Psychosynthesis”: dopo aver usato diversi metodi di psicoterapia (suggestione, persuasione, psicanalisi e varie tecniche attive) Assagioli ne ha sviluppato uno nuovo, che mira alla ricostruzione dell’intera personalità del paziente, e lo propone ufficialmente; afferma inoltre l’importanza dell’interazione corpo-psiche, oggi alla base dell’orientamento psicosomatico. Ma aggiunge che la psicosintesi non dovrebbe essere usata solo per la cura delle malattie psicofisiche; è anche un metodo per l’educazione, I’autoformazione e l’armonizzazione dei rapporti interpersonali, in quanto rappresenta “non solo un ideale di salute e di armonia, ma anche di sviluppo e di crescita. Quando sarà conosciuta e praticata a livello generale, potrà essere estesa anche alla vita sociale”.
Nel 1926 Assagioli fonda, a Roma, I’Istituto di Cultura e di Terapia Psichica, che si propone di diffondere la conoscenza ed insegnare il corretto uso dei nuovi metodi di psicologia e psicoterapia applicate, e in modo particolare la psicosintesi, e che in seguito prenderà il nome di Istituto di Psicosintesi. Nel 1938, a causa della crescente ostilità del governo fascista, Assagioli è costretto a chiudere l’lstituto, che riaprirà a Firenze nel 1946.
Ma il periodo 1926-1938 ha visto la maturazione della concezione psicosintetica, e il suo estrinsecarsi nelle differenti metodiche relative all’educazione, alla terapia e alla realizzazione personale e transpersonale. I corsi di lezioni e gli scritti di questi anni costituiranno la base di future elaborazioni teoriche e sperimentazioni pratiche.
Del 1931 è la pubblicazione dell’Esercizio di Disidentificazione ed Autoidentificazione, ancor oggi l’esercizio fondamentale della psicosintesi.
Lo stesso Assagioli, nel 1973, ricordando il contributo indipendente dato in Italia allo sviluppo della psicologia umanistica, farà riferimento alle lezioni del primo periodo di attività dell’lstituto.
A Firenze il giovane Assagioli viene subito in contatto con i più importanti intellettuali dell’epoca: Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini, con i quali inizia a collaborare nel 1907 scrivendo sulla rivista «Leonardo», diretta da Papini.
Del 1909 è lo storico articolo “La psicologia delle idee-forze e la psicagogia”, da lui stesso indicato, a distanza di molti anni, come punto di partenza della psicosintesi e come contributo iniziale allo sviluppo della psicologia umanistica. 
Laureatosi in medicina nel 1910 a Firenze, con una tesi sulla psicanalisi preparata in gran parte presso l’Ospedale Psichiatrico Burghölzli a Zurigo (a quest’epoca data l’incontro con Jung) e conseguita la specializzazione in psichiatria, si dedicò all’esercizio della professione e agli studi di psicologia e di filosofia.
Nel 1911 fondò la rivista “Psiche”, che svolse la sua attività fino al 1915.
Le scoperte freudiane lo trovarono studioso attento e partecipe; seguì con interesse “il rigoglioso prosperare della scuola psicoanalitica” ed indicò, insieme alla “straordinaria importanza pratica delle ricerche di Freud” anche i “punti deboli delle sue teorie”.
Nel 1911, con la relazione “ll subcosciente” presentata al Congresso Internazionale di Filosofia di Bologna, sottolineò i differenti livelli e la varia natura delle attività psichiche inconsce, e affermò la distinzione tra i fenomeni riconducibili all’esistenza di un “io trascendente, che costituisca l’essenza della nostra personalità” e quelli che “spesso manifestano proprietà palesemente inferiori a quelle della coscienza ordinaria”, distinzione che prelude alla concezione psicosintetica del supercosciente e dell’inconscio inferiore.
Introduzione alla psicosintesi transpersonale
1. Dalla psicosintesi personale alla psicosintesi transpersonale
2. L’inconscio superiore e il Sé
3. Esplorazione e conquista dei mondi interni
4. Elementi spirituali nella personalità
5. Stadi, crisi ed ostacoli dello sviluppo spirituale 1
6. Stadi, crisi ed ostacoli dello sviluppo spirituale 2
7. Uso delle funzioni psichiche nella dimensione transpersonale 1
8. Uso delle funzioni psichiche nella dimensione transpersonale 2
9. Il simbolo come ponte tra la coscienza ordinaria e l’inconscio superiore
10. La pratica meditativa in psicosintesi
Seminario: Spiritualità nella vita quotidiana
1. Il valore della volontà. Le qualità della volontà 1
2. Le qualità della volontà 2
3. Gli aspetti della volontà: la volontà forte
4. Gli aspetti della volontà: la volontà buona
5. Gli aspetti della volontà: la volontà sapiente
6. Le leggi psicologiche
7. Le leggi psicologiche: applicazioni e tecniche 1
8. Le leggi psicologiche: applicazioni e tecniche 2
Seminario: L’io e l’esperienza della volontà
1. Origini e sviluppo della psicosintesi
2. L’inconscio nella prospettiva psicosintetica: conoscenza e utilizzazione
3. L’animo molteplice e le sub-personalità 1
4. L’animo molteplice e le sub-personalità 2
5. La costituzione biopsichica e la mappa dell’ovoide 1
6. La costituzione biopsichica e la mappa dell’ovoide 2
7. Le funzioni psichiche e il diagramma della stella 1
8. Le funzioni psichiche e il diagramma della stella 2
9. Che cos’è la sintesi
10. Le sintesi parziali e l’io quale centro unificatore
Seminario: Dalle subpersonalità all'io

Il lavoro in gruppo si effettua mediante incontri periodici tematici ed esperienziali articolati come segue:
Psicosintesi personale
• 1° modulo (42 ore)
• 2° modulo (42 ore)
La volontà
• 3° modulo (36 ore)
• 4° modulo (42 ore)
Psicosintesi transpersonale
• 5° modulo (42 ore)
• 6° modulo (48 ore)
I moduli sono costituiti da un certo numero di incontri più un seminario conclusivo ciascuno.
Fa parte integrante del processo autoformativo lo sviluppo delle capacità di autoosservazione e valutazione, che dovranno essere costantemente stimolate e periodicamente verificate.
La frequenza ai corsi è obbligatoria.
Si possono fare per ogni corso 12 ore di assenza che devono essere recuperate entro un anno, frequentando le lezioni perse presso il proprio o un altro centro.
Il fondatore della psicosintesi nutriva un profondo interesse per Ralph Waldo Emerson, le cui opere immortali lo ispirarono e accompagnarono per tutta la vita.
Roberto Assagioli iniziò prestissimo a interessarsi al filosofo della «fiducia in sé stessi», al punto che già nel 1908, a soli vent’anni, ne fece l’argomento di una conferenza al Congresso internazionale di filosofia di Heidelberg.
Semplice ma per niente banale la sua tesi: a fronte di due esperienze di vita profondamente diverse tra loro e in presenza di due «personalità» quasi diametralmente opposte (quella di Emerson, appunto, e quella del filosofo tedesco Johann Georg Hamann, di cui Assagioli aveva appena tradotto una selezione di scritti), mostrare come si possa arrivare indipendentemente e per strade diverse alle stesse conclusioni in fatto di visione del mondo e dell’uomo.
Mai più riedito e pressoché dimenticato, il testo di quella conferenza è ora al centro di questa silloge di scritti assagioliani dedicati a Emerson, curati per l’occasione da uno dei maggiori esperti del saggista americano.
Pubblicati per la prima volta sono invece trentasette foglietti di appunti manoscritti e dattiloscritti – i cosiddetti «assagiolini» – a tema Emerson che il curatore ha tratto dall’Archivio Assagioli selezionandoli in base a un criterio di «prossima affinità» tra i temi ricorrenti in Emerson e gli argomenti più cari ad Assagioli e alla stessa psicosintesi.
Arricchisce il volume un bel testo giovanile di Ugo Ojetti, anch’esso dedicato a Emerson e mai più riedito, risalente al 1898.
Fino a pochi mesi prima della morte (1974), Assagioli invitava i partecipanti dei Centri di Psicosintesi a contribuire al Progetto Volontà (Will Project), una delle sue ultime eredità lasciate aperte.
Questo libro intende riprendere questo grande progetto, ma come inquadrare il suo messaggio oggi? Il filosofo Leibniz sosteneva che Dio ha creato il migliore universo possibile poiché – tra tutti – ha l’esistenza.
Dal punto di vista del Progetto Volontà invece, l’accentuazione è sul fatto che l’essere umano è chiamato dall’Essere e dalla Storia a realizzare la possibilità del migliore dei mondi.
L’uomo – per Assagioli l’«essere auto-cosciente» – ha il potere e la responsabilità pro-creativa dell’evoluzione dell’universo. Nell’illimitato e interdipendente reame di variabili che è l’universo, l’essere umano – agente di trasformazione – è chiamato alla grande responsabilità di pro-creare se stesso, la civiltà e il mondo, attraverso continui atti di volontà. L’uomo è infatti l’essere che – attraverso la volontà – può inserire nuove ‘cause’ nell’evoluzione dell’universo.
In quanto «aspetto dinamico dell’Io reale», il pieno atto di volontà è per la psicosintesi specificazione dell’Essere (transpersonale) nell’esistente (materiale). Ogni singolo atto di volontà ha il potere di apportare una ulteriore specificazione all’evoluzione della totalità, a quell’ ‘intero emergente’ che chiamiamo futuro. Da qui il grande invito del Progetto Volontà: poiché «niente è isolato», «ogni vita conta».
Rispetto alla grande crisi che stiamo vivendo come individui e come specie, il messaggio del Progetto Volontà è estremamente attuale: l’anima dell’uomo è tale da avere in sé, nel «coraggio di volere», la responsabilità del futuro. Il futuro del mondo è sulle spalle della volontà pro-creativa di tutti, e siamo tutti chiamati a fare del futuro un destino.




