Istituto
Negli anni che seguono il seme dei primi scritti dà frutto; l’attività professionale e la ricerca scientifica confermano la concezione dell’uomo e la prassi psicologica proposte, e dal 1926 Assagioli userà pubblicamente il termine “psicosintesi” nel senso scientifico di “metodo inclusivo basato sul principio dell’organizzazione della personalità intorno ad un centro unificatore”. 
E’ del 1927 l’opuscolo “A New Method of Healing: Psychosynthesis”: dopo aver usato diversi metodi di psicoterapia (suggestione, persuasione, psicanalisi e varie tecniche attive) Assagioli ne ha sviluppato uno nuovo, che mira alla ricostruzione dell’intera personalità del paziente, e lo propone ufficialmente; afferma inoltre l’importanza dell’interazione corpo-psiche, oggi alla base dell’orientamento psicosomatico. Ma aggiunge che la psicosintesi non dovrebbe essere usata solo per la cura delle malattie psicofisiche; è anche un metodo per l’educazione, I’autoformazione e l’armonizzazione dei rapporti interpersonali, in quanto rappresenta “non solo un ideale di salute e di armonia, ma anche di sviluppo e di crescita. Quando sarà conosciuta e praticata a livello generale, potrà essere estesa anche alla vita sociale”.
Nel 1926 Assagioli fonda, a Roma, I’Istituto di Cultura e di Terapia Psichica, che si propone di diffondere la conoscenza ed insegnare il corretto uso dei nuovi metodi di psicologia e psicoterapia applicate, e in modo particolare la psicosintesi, e che in seguito prenderà il nome di Istituto di Psicosintesi. Nel 1938, a causa della crescente ostilità del governo fascista, Assagioli è costretto a chiudere l’lstituto, che riaprirà a Firenze nel 1946.
Ma il periodo 1926-1938 ha visto la maturazione della concezione psicosintetica, e il suo estrinsecarsi nelle differenti metodiche relative all’educazione, alla terapia e alla realizzazione personale e transpersonale. I corsi di lezioni e gli scritti di questi anni costituiranno la base di future elaborazioni teoriche e sperimentazioni pratiche.
Del 1931 è la pubblicazione dell’Esercizio di Disidentificazione ed Autoidentificazione, ancor oggi l’esercizio fondamentale della psicosintesi.
Lo stesso Assagioli, nel 1973, ricordando il contributo indipendente dato in Italia allo sviluppo della psicologia umanistica, farà riferimento alle lezioni del primo periodo di attività dell’lstituto.
A Firenze il giovane Assagioli viene subito in contatto con i più importanti intellettuali dell’epoca: Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini, con i quali inizia a collaborare nel 1907 scrivendo sulla rivista «Leonardo», diretta da Papini.
Del 1909 è lo storico articolo “La psicologia delle idee-forze e la psicagogia”, da lui stesso indicato, a distanza di molti anni, come punto di partenza della psicosintesi e come contributo iniziale allo sviluppo della psicologia umanistica. 
Laureatosi in medicina nel 1910 a Firenze, con una tesi sulla psicanalisi preparata in gran parte presso l’Ospedale Psichiatrico Burghölzli a Zurigo (a quest’epoca data l’incontro con Jung) e conseguita la specializzazione in psichiatria, si dedicò all’esercizio della professione e agli studi di psicologia e di filosofia.
Nel 1911 fondò la rivista “Psiche”, che svolse la sua attività fino al 1915.
Le scoperte freudiane lo trovarono studioso attento e partecipe; seguì con interesse “il rigoglioso prosperare della scuola psicoanalitica” ed indicò, insieme alla “straordinaria importanza pratica delle ricerche di Freud” anche i “punti deboli delle sue teorie”.
Nel 1911, con la relazione “ll subcosciente” presentata al Congresso Internazionale di Filosofia di Bologna, sottolineò i differenti livelli e la varia natura delle attività psichiche inconsce, e affermò la distinzione tra i fenomeni riconducibili all’esistenza di un “io trascendente, che costituisca l’essenza della nostra personalità” e quelli che “spesso manifestano proprietà palesemente inferiori a quelle della coscienza ordinaria”, distinzione che prelude alla concezione psicosintetica del supercosciente e dell’inconscio inferiore.
Introduzione alla psicosintesi transpersonale
1. Dalla psicosintesi personale alla psicosintesi transpersonale
2. L’inconscio superiore e il Sé
3. Esplorazione e conquista dei mondi interni
4. Elementi spirituali nella personalità
5. Stadi, crisi ed ostacoli dello sviluppo spirituale 1
6. Stadi, crisi ed ostacoli dello sviluppo spirituale 2
7. Uso delle funzioni psichiche nella dimensione transpersonale 1
8. Uso delle funzioni psichiche nella dimensione transpersonale 2
9. Il simbolo come ponte tra la coscienza ordinaria e l’inconscio superiore
10. La pratica meditativa in psicosintesi
Seminario: Spiritualità nella vita quotidiana
1. Il valore della volontà. Le qualità della volontà 1
2. Le qualità della volontà 2
3. Gli aspetti della volontà: la volontà forte
4. Gli aspetti della volontà: la volontà buona
5. Gli aspetti della volontà: la volontà sapiente
6. Le leggi psicologiche
7. Le leggi psicologiche: applicazioni e tecniche 1
8. Le leggi psicologiche: applicazioni e tecniche 2
Seminario: L’io e l’esperienza della volontà
1. Origini e sviluppo della psicosintesi
2. L’inconscio nella prospettiva psicosintetica: conoscenza e utilizzazione
3. L’animo molteplice e le sub-personalità 1
4. L’animo molteplice e le sub-personalità 2
5. La costituzione biopsichica e la mappa dell’ovoide 1
6. La costituzione biopsichica e la mappa dell’ovoide 2
7. Le funzioni psichiche e il diagramma della stella 1
8. Le funzioni psichiche e il diagramma della stella 2
9. Che cos’è la sintesi
10. Le sintesi parziali e l’io quale centro unificatore
Seminario: Dalle subpersonalità all'io

Il lavoro in gruppo si effettua mediante incontri periodici tematici ed esperienziali articolati come segue:
Psicosintesi personale
• 1° modulo (42 ore)
• 2° modulo (42 ore)
La volontà
• 3° modulo (36 ore)
• 4° modulo (42 ore)
Psicosintesi transpersonale
• 5° modulo (42 ore)
• 6° modulo (48 ore)
I moduli sono costituiti da un certo numero di incontri più un seminario conclusivo ciascuno.
Fa parte integrante del processo autoformativo lo sviluppo delle capacità di autoosservazione e valutazione, che dovranno essere costantemente stimolate e periodicamente verificate.
La frequenza ai corsi è obbligatoria.
Si possono fare per ogni corso 12 ore di assenza che devono essere recuperate entro un anno, frequentando le lezioni perse presso il proprio o un altro centro.
Il fondatore della psicosintesi nutriva un profondo interesse per Ralph Waldo Emerson, le cui opere immortali lo ispirarono e accompagnarono per tutta la vita.
Roberto Assagioli iniziò prestissimo a interessarsi al filosofo della «fiducia in sé stessi», al punto che già nel 1908, a soli vent’anni, ne fece l’argomento di una conferenza al Congresso internazionale di filosofia di Heidelberg.
Semplice ma per niente banale la sua tesi: a fronte di due esperienze di vita profondamente diverse tra loro e in presenza di due «personalità» quasi diametralmente opposte (quella di Emerson, appunto, e quella del filosofo tedesco Johann Georg Hamann, di cui Assagioli aveva appena tradotto una selezione di scritti), mostrare come si possa arrivare indipendentemente e per strade diverse alle stesse conclusioni in fatto di visione del mondo e dell’uomo.
Mai più riedito e pressoché dimenticato, il testo di quella conferenza è ora al centro di questa silloge di scritti assagioliani dedicati a Emerson, curati per l’occasione da uno dei maggiori esperti del saggista americano.
Pubblicati per la prima volta sono invece trentasette foglietti di appunti manoscritti e dattiloscritti – i cosiddetti «assagiolini» – a tema Emerson che il curatore ha tratto dall’Archivio Assagioli selezionandoli in base a un criterio di «prossima affinità» tra i temi ricorrenti in Emerson e gli argomenti più cari ad Assagioli e alla stessa psicosintesi.
Arricchisce il volume un bel testo giovanile di Ugo Ojetti, anch’esso dedicato a Emerson e mai più riedito, risalente al 1898.
Fino a pochi mesi prima della morte (1974), Assagioli invitava i partecipanti dei Centri di Psicosintesi a contribuire al Progetto Volontà (Will Project), una delle sue ultime eredità lasciate aperte.
Questo libro intende riprendere questo grande progetto, ma come inquadrare il suo messaggio oggi? Il filosofo Leibniz sosteneva che Dio ha creato il migliore universo possibile poiché – tra tutti – ha l’esistenza.
Dal punto di vista del Progetto Volontà invece, l’accentuazione è sul fatto che l’essere umano è chiamato dall’Essere e dalla Storia a realizzare la possibilità del migliore dei mondi.
L’uomo – per Assagioli l’«essere auto-cosciente» – ha il potere e la responsabilità pro-creativa dell’evoluzione dell’universo. Nell’illimitato e interdipendente reame di variabili che è l’universo, l’essere umano – agente di trasformazione – è chiamato alla grande responsabilità di pro-creare se stesso, la civiltà e il mondo, attraverso continui atti di volontà. L’uomo è infatti l’essere che – attraverso la volontà – può inserire nuove ‘cause’ nell’evoluzione dell’universo.
In quanto «aspetto dinamico dell’Io reale», il pieno atto di volontà è per la psicosintesi specificazione dell’Essere (transpersonale) nell’esistente (materiale). Ogni singolo atto di volontà ha il potere di apportare una ulteriore specificazione all’evoluzione della totalità, a quell’ ‘intero emergente’ che chiamiamo futuro. Da qui il grande invito del Progetto Volontà: poiché «niente è isolato», «ogni vita conta».
Rispetto alla grande crisi che stiamo vivendo come individui e come specie, il messaggio del Progetto Volontà è estremamente attuale: l’anima dell’uomo è tale da avere in sé, nel «coraggio di volere», la responsabilità del futuro. Il futuro del mondo è sulle spalle della volontà pro-creativa di tutti, e siamo tutti chiamati a fare del futuro un destino.
Roberto Assagioli's unfinished autobiography as per his 1974 recorded interviews by American Doctor Eugene Smith who produced them prior to his death.
(from the Preface)
Roberto Assagioli, the founder of psychosynthesis, never craved the limelight. He preferred to do his important work in silence, “dietro le quinte” as we say in Italian: behind the scenes.
However, toward the end of his life, interest in psychosynthesis began to increase. Students were starting to come from overseas; his books were being translated; the media were interested; the time was ripe for him and his work to be known.
Among the visitors was a doctor from Boston, Eugene Smith, who offered to write his biography. Assagioli promptly accepted: he thought psychosynthesis could be for many a meaningful source of inspiration and healing, and that if people read about him, perhaps they would also be interested in his work...




